Sileri: “Medici e infermieri restii al vaccino? Hanno sbagliato mestiere”

Il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri attacca medici e infermieri restii a farsi somministrare il vaccino anti Covid: “Eppure hanno studiato”

28 Dicembre 2020 13:20

Il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri se la prende con medici e infermieri restii a farsi somministrare il vaccino anti Covid. Il messaggio che giunge da tali prese di posizione, anche pubbliche, è considerato deleterio per raggiungere l’obiettivo di vaccinare almeno il 70% della popolazione e aspirare così all’immunità di gregge, nei prossimi mesi. Senza dimenticare che i non vaccinati negli ospedali potrebbero diventare più facilmente veicolo di contagio (finora sono quasi 90mila gli operatori sanitari contagiati dal Covid in Italia, secondo i dati dell’Istituto superiore di Sanità).

Sileri, intervenuto a Storie Italiane su Rai 1, dice: “Rimango perplesso quando sento di colleghi medici o infermieri restii a farsi il vaccino. Posso capire il cittadino che magari non ha delle basi scientifiche consolidate e non ha studiato medicina e può avere una certa riluttanza a farsi il vaccino, ma penso francamente che quei medici e infermieri, se hanno ancora dei dubbi dopo aver visto ciò che è accaduto, probabilmente hanno sbagliato lavoro”.

Il vice ministro spiega che: “La campagna vaccinale partirà con la vaccinazione del personale sanitario, ma credo che dovrà essere fatta qualche modifica, come già anticipato autonomamente da qualche Regione: io ad esempio inserirei” tra le categorie da sottoporre prioritariamente al vaccino “i farmacisti, che hanno avuto dei morti durante la prima ondata, e gli odontoiatri”.

In merito alle polemiche sul numero di dosi (9.750) riservate all’Italia per il V-day, Sileri aggiunge che “quella di ieri era “solo una data simbolica”. Dal 28 dicembre si partirà con 350-370mila dosi a settimana, hanno dichiarato il ministro della Salute Roberto Speranza e il commissario all’emergenza  sanitaria Domenico Arcuri.

Quello che conta per Sileri, al di là di sterili polemiche (il numero di dosi è legato alla popolazione dei singoli paesi Ue) è che finalmente un vaccino anti virus è disponibile e che presto arriveranno gli altri sieri: “Si volta pagina, abbiamo un’arma vincente contro il Covid-19. Quando saranno disponibili anche gli altri vaccini avremo un armamentario ampio per poter procedere a una campagna che ci vedrà impegnati per tutto il 2021”.

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