La regola del silenzio sui mezzi pubblici si diffonde in Europa. E in Italia? Tutto fermo da aprile

Dalla Spagna alla Francia la regola del silenzio sui mezzi pubblici come strumento per limitare il contagio sta prendendo piede. E in Italia?

A 12 mesi dall’inizio della pandemia da COVID-19 sappiamo benissimo come avviene il contagio e quali sono gli strumenti che abbiamo a disposizione nella vita di tutti i giorni per limitare il più possibile quel rischio, dal distanziamento sociale alle mascherine da indossare in modo corretto. Il motivo per cui indossiamo le mascherine è chiaro, ma in assenza di uno standard ben definito non tutte le mascherine che indossiamo ogni giorno offrono lo stesso livello di protezione.

È questo il motivo per cui, almeno a livello europeo, si sta iniziando ad introdurre l’obbligo di indossare le mascherine FFP2 a bordo dei mezzi pubblici e nei negozi. Lo ha fatto per prima la Baviera, poi è stata la volta dell’Austria e anche in Francia e Germania le nuove misure sono in corso di introduzione, anche come conseguenza della diffusione delle varianti del virus ritenute più facilmente trasmissibili.

Uniformare lo standard di protezione nelle aree più a rischio – tutti indossano le mascherine FFP2, nel caso specifico – significa ridurre ulteriormente il rischio di contagio e c’è una cosa che sappiamo fin dall’inizio della pandemia che aumenta il rischio: parlare, così come urlare, cantare, starnutire e tossire.

Silenzio sui mezzi pubblici. Non parlare al telefono o con altri passeggeri

Non si può impedire ai cittadini di non starnutire o tossire a bordo dei mezzi pubblici, ma si può chiedere loro di evitare il più possibile di parlare, così da ridurre ancora di più il rischio di contagio. È quello che nei giorni scorsi hanno chiesto ai cittadini francesi i medici dell’Accademia Nazionale di Medicina. Un vero e proprio invito a fare del proprio meglio per ridurre il rischio di contagio in un momento in cui il Paese sta tentando di tutto per scongiurare un nuovo lockdown, il terzo dall’inizio della pandemia.

La nota diffusa dall’Académie nationale de médecine è molto chiara.

L’obbligo di indossare la mascherina sui mezzi pubblici dovrebbe essere accompagnata da una precauzione molto semplice: evitare di parlare e di effettuare telefonate.

Non si tratta di un obbligo o un divieto, ma di un valido suggerimento che non richiede alcun sacrificio e che, invece, potrebbe contribuire ad un ritorno alla normalità o semi-normalità prima del previsto.

E la raccomandazione arrivata dai medici della Francia non è un caso isolato. Nei giorni scorsi anche in Spagna si sta diffondendo questa linea guida valida per i mezzi pubblici. Dopo il caso della regione spagnola de La Rioja e delle Isole Baleari, anche la città di Barcellona ha sposato la “regola del silenzio” a bordo dei mezzi pubblici, con tanto di cartelli e messaggi audio che invitano i cittadini a bordo del trasporto locale ad evitare di parlare.

In Italia al momento non ci sono novità su questi fronti. Sono in vigore le regole fissate all’inizio della pandemia e né il governo né le autorità sanitarie hanno espresso pubblicamente l’intenzione di alzare il livello della protezione individuale, nonostante il problema del sovraffollamento dei mezzi pubblici, soprattutto con la ripresa delle attività scolastiche in presenza, sia uno degli scogli che si sta cercando di superare da mesi.

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