Sardegna verso la strategia zero Covid

Dall’8 marzo test rapidi per rilevare COVID-19 a chiunque entri in regione

3 marzo 2021 – Il Presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas, ha annunciato nel corso della trasmissione radiofonica Un giorno da pecora che la Sardegna avvia, di fatto, la propria strategia zero Covid (anche se Solinas non l’ha chiamata così).

Da lunedì 8 marzo 2021, infatti, chi entrerà nell’isola verrà sottoposto al test molecolare rapido per l’individuazione di eventuali contagiati da Covid-19.

«Se il risultato è di negatività», ha spiegato Solinas, «si accede tranquillamente, in caso di positività scattano i protocolli previsti».

Bono, San Teodoro e La Maddalena rimangono in zona rossa, ma gli screening sembrano dare buoni risultati.

I DATI DELLA SARDEGNA

La Sardegna si avvicina alla fine della pandemia. O quantomeno a una situazione di normalità. La regione è infatti in zona bianca a partire da lunedì 1 marzo.

La decisione di questa categorizzazione è contenuta in una delle cinque ordinanze firmate il 27 febbraio dal ministro della Salute Roberto Speranza, stabilendo quali e quante regioni cambieranno colore. Il caso della Sardegna si pone in netta controtendenza rispetto a quanto sta accadendo a livello nazionale. Come precisato dal report di montaggio settimanale dell’ISS riguardante l’andamento dell’epidemia, nella settimana 15 febbraio-21 febbraio l’incidenza nazionale dei contagi è passata da 135,46 casi per 100mila abitanti (08/02/2021-14/02/2021) a 145,16 per 100mila abitanti. Se si osserva il dato relativo alla Sardegna, la diagnosi si ferma invece a 29,47 casi per 100mila abitanti, ben al di sotto di quella soglia di 50 casi per 100mila abitanti ritenuta necessaria per il completo ripristino dell’identificazione di casi e di un efficace tracciamento. La Regione è stata classificata a livello di rischio “basso”, con una probabilità inferiore al 5% di raggiungere più del 30% di occupazione delle terapie intensive e più del 40% nei reparti ordinari. L’indice Rt, cioè indicante la trasmissione del contagio, è pari a 0.68.

“SARDI E SICURI”: LA STRATEGIA DELLA REGIONE

Il 4 gennaio è stata avviata in Sardegna l’iniziativa “Sardi e Sicuri”, una massiccia campagna di screening anti Covid-19 divisa in varie fasi e finalizzata a riportate la Sardegna allo stato di zona ‘Covid-free’. Si tratta di una strategia basata sull’unità e responsabilizzazione della comunità nonché sull’accesso gratuito per i cittadini allo strumento di controllo del virus, sottoponendo la cittadinanza a un doppio tampone antigienico rapido (il secondo a distanza di una settimana dal primo, se negativo) con lo scopo di aumentare la probabilità di intercettare eventuale positività al Covid. «In entrambe le fasi le persone risultate positive saranno immediatamente sottoposte al tampone molecolare e con loro saranno tracciati e testati i contatti stretti», si legge inoltre sul sito.

Il 21 febbraio è stato comunicato il raggiungimento della terza tappa del programma di screening, con oltre 150mila tamponi effettuati.

COSA PREVEDE LA FASCIA A BASSO RISCHIO

Il decreto legge n.2 del 14 gennaio 2021 stabilisce all’art. 1, 16-sexies la possibilità per una regione di entrare in zona bianca, riferendosi a regioni che si collocano in uno «scenario di tipo 1 e con un livello di rischio basso, ove nel relativo territorio si manifesti un’incidenza settimanale dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100mila abitanti». Entrare in zona bianca significa dunque non vedere più applicate le misure previste dall’art. 1, co.2 del decreto legge n. 19/2020 né alcune delle restrizioni esistenti per le fasce gialle, arancione e rosse. Nel concreto, da lunedì 1 marzo, in Sardegna:

  • saranno aperte le scuole di ogni ordine e grado, comprese le università;
  • non ci saranno limiti di orario alla circolazione, venendo meno il coprifuoco dalle 22 alle 5;
  • i ristoranti e bar potranno essere aperti anche dopo le 18 con servizio al tavolo;
  • riapriranno tutti gli esercizi commerciali nonché musei, cinema, teatri, palestre e centri sportivi.
  • sarà comunque obbligatorio indossare la mascherina all’aperto e al chiuso, osservando le norme di distanziamento.

Il presidente della Regione Cristian Solinas ha definito la decisione un «punto di partenza piuttosto che un arrivo», invitando gli abitanti dell’Isola alla prudenza. Nelle prossime ore dovrebbe infatti essere adottata un’ordinanza che disporrà riaperture graduali e controllate, concordate con il ministero della Salute e il Comitato Tecnico Scientifico e oggetto di verifiche settimanali.

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Posted by Christian Solinas_presidente on Saturday, February 27, 2021

NUMERI DA ZONA BIANCA?

Lorenzo Ruffino, collaboratore di Pagella Politica e YouTrend, ha pubblicato un tweet in cui spiega che i numeri della Sardegna sarebbero soltanto un’«illusione ottica».

Il bollettino del 27 febbraio riporta 87 nuovi casi, con un tasso di positività al 3,1%, 6 nuovi decessi, 217 pazienti ricoverati in reparti ordinari e 19 in terapie intensive. La gran parte dei nuovi casi si concentra nei comuni di Cagliari (+33), Sassari (+30) e nel Sud Sardegna (+15). Il 26 febbraio il sindaco de La Maddalena Fabio Lai ha annunciato l’ingresso in zona rossa fino alle 14 del 5 marzo 2021, prorogabile per altri sette giorni, a causa della presenza di alcuni casi di variante inglese. «I numeri non lasciano spazio a interpretazioni – si legge su Facebook -. Nel nostro paese ci sono ben 33 positivi, di cui dieci con variante inglese».

Il 25 febbraio anche il comune di San Teodoro è stato classificato come zona rossa con un’ordinanza valida fino al 10 marzo. Stessa sorte per il comune di Bono, sempre in provincia di Sassari, classificata zona ad alto rischio dal 20 febbraio fino al 6 marzo 2021. In tutti e tre i comuni è attualmente in corso la campagna di screening prevista da “Sardi e Sicuri”.

✔ SCREENING LA MADDALENANelle giornate di domenica 28 febbraio e lunedì 1 marzo verrà eseguito lo screening a tutta la…

Posted by Comune di La Maddalena on Saturday, February 27, 2021

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