La Russia registra il suo terzo vaccino e testa un mix Sputnik-AstraZeneca

La Russia registra un terzo vaccino contro il COVID e si appresta a testare un mix tra lo Sputnik V e il vaccino di AstraZeneca.

La Russia di Vladimir Putin punta tutto sui vaccini anti-COVID e nei prossimi giorni si prepara a registrare il terzo vaccino messo a punto. Dopo lo Sputnik V e l’EpiVacCorona, entrambi in corso di somministrazione nel Paese, la Russia registrerà il 20 febbraio il vaccino CoviVac, messo a punto dal Centro di ricerca Chumakov.

CoviVac, al contrario degli altri due vaccini russi, contiene il virus SARS-CoV-2 inattivato ed avrebbe il vantaggio di presentare all’organismo umano la particella virale nel suo insieme, insegnandogli a contrastare il virus. La fase 2 di ricerca sul vaccino CoviVac si concluderà entro le prossime settimane e da lì, se i risultati saranno incoraggianti, si partirà con la fase 3.

Il centro di ricerca Chumakov ha già fatto sapere che la fase successiva si avvarrà della collaborazione di 3mila volontari chiamati a testare il vaccino con la modalità classica di suddivisione in due gruppi. Un gruppo riceverà la dosi del vaccino CoviVac, mentre all’altro riceverà un’iniezione fittizia.

A che punto siamo col vaccino russo EpiVacCorona?

Oltre al vaccino Sputnik V, già esportato in diversi Paesi del Mondo, la Russia sta somministrando il vaccino EpiVacCorona messo a punto dal centro scientifico russo per virologia e biotecnologia Véktor Institute. Si tratta di un vaccino basato su antigeni peptidici entrato in Fase 3 lo scorso novembre su una base di 1.438 volontari.

A gennaio, però, con la fase 3 ancora in corso, la Russia ha deciso comunque di impiegare il nuovo vaccino nella campagna di vaccinazione nazionale, assicurando una protezione dal COVID-19 per circa 12 mesi. I risultati della fase 3, però, non sono ancora stati resi noti, anche se il Véktor Institute ha anticipato un’efficacia del 100% e i primi documenti sono stati consegnati all’Organizzazione Mondiale della Sanità alla fine dello scorso anno.

Al via la sperimentazione del mix Sputnik-AstraZeneca

La Russia, però, potrebbe avere anche un quarto asso nella manica. Non un nuovo vaccino, ma un mix di due vaccini già esistenti, lo Sputnik V e quello messo a punto da AstraZeneca e dall’Università di Oxford. Si parla dallo scorso dicembre della possibilità di unire i due vaccini per ottenere un vaccino in grado di offrire una protezione più ampia.

La fase di test partirà entro la fine del mese in Azerbaigian. Ai volontari sarà somministrata una prima dose del vaccino di AstraZeneca, così come già ricevuta da milioni di cittadini in tutto il Mondo, mentre la seconda dose consisterà di uno dei due componenti del vaccino Sputnik V, il vettore adenovirale umano rAd26-S, quello che i vaccinati con lo Sputnik V ricevono con la prima dose.

La sperimentazione di questo mix di vaccini sarà supervisionata dal Gamaleya Research Institute che ha sviluppato il vaccino Sputnik V, in collaborazione col Russian Direct Investment Fund e R-Pharm, oltre ad AstraZeneca che fornirà le dosi del proprio vaccino.

Mix di vaccini. Ci prova anche il Regno Unito

Non solo la Russia. Anche il Regno Unito ha annunciato questa settimana l’avvio di una sperimentazione clinica che prevederà la somministrazione di una dose del vaccino di Pfizer/BioNTech e una di quello di AstraZeneca – prima una e poi l’altra e viceversa. La fase di test dovrebbe coinvolgere 820 persone che hanno più di 50 anni e che non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino anti-COVID.

Non ci saranno iniezioni fittizie, ma i partecipanti saranno divisi un due gruppi. Un gruppo riceverà la prima dose del vaccino di AstraZeneca e l’altro la prima dose del vaccino di Pfizer/BioNTech. A quattro settimane di distanza il secondo gruppo di volontari riceverà la seconda dose del vaccino di AstraZeneca, mentre il primo gruppo dovrà attendere 12 settimane prima di ricevere la seconda dose del vaccino di Pfizer/BioNTech.

I primi dati sullo studio, a cui ne potrebbero seguire altri con diverse combinazioni di vaccini, non arriveranno prima del mese di giugno 2021.

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