Ricciardi invoca il lockdown totale. È davvero necessario? L’ISS raccomanda di “alzare le difese”

Le parole di Ricciardi sul lockdown sollevano un polverone, ma i dati sulla diffusione della variante inglese in Italia parlano chiaro.

Il governo di Mario Draghi ha giurato poco più di 48 ore fa e deve ancora ottenere la fiducia di Camera e Senato, ma dal coro delle autorità sanitarie si è già levata una voce che sembra voler sondare la posizione del nuovo esecutivo sul modo di affrontare la pandemia da COVID. È quella del professor Walter Ricciardi, consigliere del riconfermato Ministro della Salute Roberto Speranza, che è tornato a chiedere un nuovo lockdown totale del Paese per bloccare la diffusione del virus e delle sue varianti sempre più diffuse anche in Italia.

Ieri sera, ospite di Che Tempo che fa, Ricciardi ha illustrato quella che dovrebbe essere la strategia del nuovo esecutivo per prendere di petto la situazione attuale della pandemia nel Paese: lockdown totale per il tempo necessario affinché calino i contagi nel Paese – “Possono essere due, tre, quattro settimane, dipende quando si raggiunge l’obiettivo” – e la ripresa decisa dell’attività di tracciamento dei contagi che in Italia è fallita all’inizio della seconda ondata della pandemia.

La proposta di Ricciardi è quella alla base della strategia Zero COVID e non è un caso che il consigliere del Ministro Speranza abbia citato proprio quei Paesi in cui tale strategia è stata applicata anche solo in parte: “Ci riavvicineremmo al ritorno alla vita normale e alla ripresa economica, come dimostrano gli esempi di Cina, Taiwan, Corea del Sud, Australia, Nuova Zelanda. Ora anche Usa, Germania e Danimarca vanno in questa direzione”. Ricciardi la chiama strategia “No COVID” e auspica che sia quella che il governo di Draghi intende adottare.

L’esperto sembra aver fatto di testa propria, anche se ha ammesso di averne parlato con Speranza e che il Ministro “non si è pronunciato perché sono decisioni che deve prendere il governo e il presidente del Consiglio“.

Serve davvero un nuovo lockdown in Italia?

L’indagine rapida dell’Istituto Superiore di Sanità ci ha detto pochi giorni fa che la stima di prevalenza della variante inglese del virus Sars-CoV-2 è pari a 17,8% e che nei prossimi mesi questa variante più contagiosa “è destinata a diventare quella prevalente”. La fotografia fatta dall’ISS si riferisce ai campioni prelevati in tutte le Regioni e Province Autonome d’Italia tra il 3 e il 4 febbraio scorsi e una nuova indagine rapida sarà condotta a stretto giro per verificare la velocità di diffusione della nuova variante.

Alla fotografia scattata a livello nazionale si è affiancata oggi quella della Regione Campania, dove l’incidenza della variante inglese sarebbe del 25%. Un caso su quattro secondo quanto emerso da un’indagine mirata condotta nelle ultime settimane da Istituto Zooprofilattico, Tigem e Cotugno.

La nota diffusa dall’Unità di Crisi della Regione Campania non specifica i giorni a cui fanno riferimento i campioni analizzati alla ricerca della variante inglese ed è quindi difficile capire se si tratta di un aumento della diffusione rispetto all’indagine lampo dell’ISS. Sappiamo, però, che in Francia la prevalenza della variante inglese è del 20-25%, mentre in Germania ha superato il 20%. La Germania ha esteso il lockdown almeno fino al 7 marzo, mentre la Francia sta ancora facendo una serie di valutazioni prima di prendere una decisione.

Le parole di Ricciardi hanno già sollevato un polverone, al punto da spingere l’esperto a minacciare le dimissioni, ma il consigliere di Speranza non è l’unico a vederla così. Il virologo Andrea Crisanti si è detto convinto della necessità di un nuovo lockdown come lo scorso marzo – “Serve il lockdown, le zone rosse non bastano per contenere le varianti, andava già fatto a dicembre” – e anche il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta è dello stesso avviso: “Un lockdown totale per 2 settimane farebbe abbassare la curva per poter riprendere il tracciamento, altrimenti bisognerà continuare con stop&go per tutto il 2021“.

Il nuovo governo non si è ancora espresso sulla strategia da adottare e la proroga delle misure in corso come ultimo atto del governo Conte Bis permetterà a Draghi e alla sua squadra di avere più tempo a disposizione per analizzare gli ultimi dati e capire come procedere.

Variante inglese. Le raccomandazioni dell’ISS?

Oggi l’Istituto Superiore di Sanità ha diffuso la relazione sulla diffusione della variante inglese in Italia e ha fornito delle raccomandazioni alle autorità italiane. L’ISS, considerata la maggiore trasmissibilità della variante inglese e considerato l’andamento della pandemia in altri Paesi, raccomanda di “intervenire al fine di contenere e rallentare la diffusione della variante VOC 202012/0, rafforzando/innalzando le misure in tutto il paese e modulandole ulteriormente laddove più elevata è la circolazione, inibendo in ogni caso ulteriori rilasci delle attuali misure in atto“.

Non solo. Le misure, secondo l’ISS, non devono essere adottate soltanto per le aree in cui la variante inglese è più diffusa, ma per l’intero Paese. L’obiettivo è quello di riportare rapidamente i valori di Rt < a 1 e l’incidenza a valori in grado di garantire la possibilità del sistematico tracciamento di tutti i casi, quello che prevede proprio la strategia Zero COVID.

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