Riaperture a maggio: cosa chiedono le Regioni al governo Draghi

Oggi l’atteso incontro tra Governo e Regioni con la presentazione delle proposte le riaperture in sicurezza già a partire da maggio.

Maggio sarà il mese delle riaperture. Lo ripetono tutti ormai da giorni, a cominciare dalla Ministra Gelmini, ma a due settimane dalla fine di aprile non sappiamo ancora come avverrà questa prima riapertura. Le strategie adottate da Paesi come Israele, Cile e Gran Bretagna dovrebbero servirci da esempio e da monito, ma l’urgenza di rimettere in moto l’Italia rischia di portare a dei passi falsi.

I vertici dell’esecutivo non si sbilanciano troppo sulle modalità della riapertura, ma le Regioni sono in pressing ormai da giorni e oggi, nel corso dell’atteso incontro Governo-Regioni, presenteranno a Draghi una serie di proposte da mettere in atto per una riapertura in sicurezza.

Cosa chiedono le Regioni per le riaperture?

Ne abbiamo scritto anche qualche giorno fa, le Regioni stanno mettendo a punto un piano per riaprire in sicurezza e una bozza sta già circolando. Sei pagine, scrive il Corriere Della Sera, suddivise in tre capitoli che provano a regolamentare la ripresa delle attività di Ristorazione, Palestre e piscine e Cinema e spettacoli dal vivo, tre settori tra i più penalizzati in questo ultimo anno insieme a quello del turismo.

L’obiettivo delle Regioni è quello di fissare una serie di regole più stringenti di quanto già visto in Italia nei mesi scorsi e anche un meccanismo di rimodulazione nel caso in cui il contagio torni a salire.

Ristoranti, palestre e spettacoli. Come potrebbero cambiare le regole

Bar e ristoranti, dicono le Regioni, dovranno poter operare anche in zona rossa, possibilmente anche di sera, rispettando una serie di stringenti regole: misurazione della temperatura all’ingresso, divieto di assembramento davanti ai locali, ingresso su servizio prenotazione, ma anche tavoli posizionati a due metri di distanza l’uno dall’altro, menu digitale o in stampa plastificata e mascherine obbligatorie per tutti quando non si stanno consumando bevande o cibo.

Le Regioni non escludono, inoltre, l’attuazione di strategie di screening e test per i clienti dei locali. Un tampone rapido effettuato all’ingresso dei ristoranti, per quanto fastidioso, potrebbe garantire un po’ di sicurezza in più.

Discorso simile per le palestre, anche se il rischio di assembramento è minore. Ingressi scaglionati e su prenotazione, rilevazione della temperatura corporea all’ingresso, spogliatoi e docce organizzati in modo da garantire la distanza di 2 metri e sanificazione delle macchine dopo ogni utilizzo.

Anche per i cinema e gli spettacoli si dovranno adottare accorgimenti simili. La chiave è la distanza interpersonale in ogni circostanza, sia tra gli spettatori che tra il personale. Solo posti a sedere, ingresso concesso soltanto tramite prenotazione e previa rilevazione della temperatura corporea.

E lo spostamento tra le Regioni?

A più di un anno dall’inizio della pandemia da COVID-19 anche in Italia, ad ogni tentativo di riapertura si ripropone il problema dello spostamento tra le Regioni. E la ripresa di maggio non costituisce eccezione. Ad oggi spostarsi tra le Regioni d’Italia rimane vietato a prescindere dal colore assegnato a ciascuna Regione o Provincia Autonoma, ma a partire dal mese di maggio, e col ritorno del colore giallo, i governatori chiedono al governo che sia autorizzato almeno lo spostamento tra le Regioni gialle, anche se questo potrebbe portare alla circolazione e diffusione delle varianti del virus in modo più uniforme rispetto a quanto sta accadendo nelle ultime settimane.

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