Regeni, vertice a Palazzo Chigi. Di Maio: “Coinvolgeremo le istituzioni europee”

Vertice a Palazzo Chigi sul caso Regeni: il ministro Luigi Di Maio ha detto che serve la collaborazione di tutta l’Ue per fare giustizia.

Questa mattina a Palazzo Chigi si è svolto un vertice tra il Premier Giuseppe Conte, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese e il ministro della Difesa Lorenzo Guerini sul tema dei rapporti con l’Egitto in seguito alla chiusura delle indagini sul caso Regeni da parte della Procura di Roma, che ha parlato esplicitamente di lunghe ed estenuanti torture a cui il giovane ricercatore italiano è stato sottoposto prima di essere ucciso al Cairo.

Di Maio ha detto che il quadro emerso dalle indagini della magistratura italiana è “agghiacciante” e in una diretta Facebook ha detto:

Abbiamo fatto un vertice di governo su Giulio Regeni e su quello che vogliamo come Stato: la verità. Voglio prima di tutto salutare e mandare un grande abbraccio alla famiglia di Giulio e manifestare loro tutta la solidarietà da parte del governo. E poi voglio ringraziare la Procura di Roma per il lavoro che ha fatto in questi anni di indagini, che ha portato al rinvio a giudizio che ha svelato i particolari atroci della tortura che ha subito Giulio prima di morire.

Poi ha spiegato quale posizione ha deciso di prendere il governo:

Abbiamo preso una decisione con il Premier e i ministri Lamorgese e Guerini nel corso di una riunione durata diverse ore: il nostro obiettivo adesso è impegnare le istituzioni europee sul caso di Giulio Regeni, perché qui stiamo parlando di diritti umani e la verità per Giulio Regeni è un tema di diritti umani e sui diritti umani nessuno si deve tirare indietro, quindi chiederemo a tutti i Paesi europei, a tutti gli Stati membri, di prendere posizione sulla verità per Giulio, una verità per Giulio che ovviamente sarà accertata dal processo, ma che allo stesso tempo richiede collaborazione da entrambe le parti, una collaborazione che passa per l’elezione di domicilio di quattro funzionari egiziani che sono indagati in questo processo e che sono accusati dalla magistratura italiana di essere coloro che hanno determinato la morte di Giulio Regeni.

Di Maio ha inoltre precisato:

Non è che bisogna cercare i colpevoli, bisogna processare coloro che vengono identificati come colpevoli dalla nostra magistratura e per farlo coinvolgeremo le istituzioni europee e allo stesso tempo coinvolgeremo tutte le istituzioni internazionali per fare in modo che ci possa essere un riconoscimento di questo processo e una reazione.

Di Maio ha poi detto che il suo ministero sta lavorando alacremente anche per gli altri connazionali che hanno subito ingiustizie all’estero come Chico Forti e Mario Paciolla e anche sul caso di Patrick Zaki, che è egiziano, ma studia all’Università di Bologna ed è detenuto dallo scorso febbraio in Egitto.

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