Presto un solo vaccino per quattro virus (Covid incluso)

Le mutazioni del Covid continuano a preoccupare: Moderna lavora ad un vaccino polivalente da somministrare ogni anno

Moderna, una delle prime case farmaceutiche a disporre di un vaccino anti Covid-19 sta lavorando per andare decisamente oltre. La multinazionale americana, specializzata nella tecnologia dell’Rna messaggero, è al lavoro su un farmaco in grado di coprire contestualmente il coronavirus, le sue varianti maggiormente contagiose e i ceppi influenzali stagionali. Insomma, un solo vaccino per quattro virus. Al momento, i dati provenienti da Israele dicono che gli attuali vaccini sembrano efficaci contro la variante indiana del Covid, ma continua a preoccupare quella sudafricana. Così come il virus muta, dunque, è indispensabile “aggiornare” anche le “risposte” allo stesso attraverso nuove ricerche.

A proposito della variante sudafricana, il capo della ricerca per le malattie infettive di Moderna, Andrea Carfi, ha ammesso delle difficoltà nel corso di un’intervista al Corriere della Sera: “Il nostro vaccino risponde cinque-sei volte meno rispetto a quanto non faccia contro il virus originale o contro la variante inglese”. Insomma, guai a pensare che una volta vaccinati tutti la battaglia contro il virus sia definitivamente vinta, poiché dovremo averne a che fare ancora per diversi anni, forse per sempre, seppur alla stregua di una normale influenza.

Covid: si va verso un richiamo annuale

L’approccio della scienza, dunque, non può che essere simile a quello che ha portato alla realizzazione dei vaccini antinfluenzali, con farmaci polivalenti. La prossima settimana sono attesi nuovi risultati in merito alla variante indiana, poiché i dati di Israele, seppur incoraggianti, non bastano a tranquillizzare la comunità scientifica. Per ora si sa che questa variante combina due mutazioni, ma non è ancora chiaro quanto sia più contagiosa e se davvero abbia conseguenze gravi anche nei più giovani. Le continue mutazioni, comunque, ci confermano che si debba inevitabilmente andare verso un richiamo annuale contro il Covid-19.

“Si è visto che anche nei vaccinati con una doppia dose gli anticorpi neutralizzanti diminuiscono pur restando presenti sei mesi dopo – aggiunge Carfi – In più si affacciano varianti in grado di spuntare le armi degli anticorpi. Quindi è reale la prospettiva di una terza dose per l’anno successivo e a seguire”. L’obiettivo, in sostanza, sarà quello di “ricaricare” annualmente gli anticorpi, per riportarli allo stato in cui sono dopo aver contratto il virus o dopo aver ricevuto due dosi. Non si escludono mix di vaccini, come una doppia dose di AstraZeneca e richiamo Moderna, che comunque continua la sperimentazione e annuncia investimenti importanti anche per il 2022.

Quando il vaccino pediatrico?

In corso anche la sperimentazione dei vaccini sui bambini: Pfizer e la stessa Moderna, li stanno testando su un range che va dai 6 mesi agli 11 anni. “Speriamo di avere l’autorizzazione dall’Agenzia americana dei medicinali entro l’estate e di rendere disponibili le fiale prima dell’autunno. A metà marzo è partito lo studio su 6.500 bambini tra i sei mesi e gli undici anni. Contiamo di essere pronti nel 2022”, ha concluso Carfi al Corsera. Insomma, ottimismo ma antenne dritte, perché siamo ancora in mezzo al guado.

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