Navalny sta morendo

Alexey Navalny, in sciopero della fame da fine marzo, è in fin di vita: lo riferiscono la sua portavoce e il suo medico personale

Alexey Navalny sta morendo. Secondo la sua portavoce, Kira Yarmish, sarebbe solo questione di giorni. “La gente di solito evita la parola ‘morire’. Ma ora Alexey sta morendo. Nelle sue condizioni, è una questione di giorni”, scrive la Yarmish su Twitter. L’oppositore di Vladimir Putin è in sciopero della fame da fine marzo e in sostanza rischia un arresto cardiaco da un momento all’altro, oltre a gravi problemi ai reni, poiché, fa sapere il suo medico personale Anastasia Vasilyeva, ha una concentrazione eccessiva di potassio nel sangue. Si parla di 7,1 millimoli per litro contro una soglia massima di 6.

Navalny ha bisogno di cure immediate

Anastasia Vasilyeva, assieme a tre colleghi (di cui uno cardiologo), ha scritto una lettera al Servizio penitenziario federale per chiedere di poter vedere immediatamente Navalny, “considerati i risultati dei suoi esami del sangue e il suo recente avvelenamento”. Contestualmente, 70 celebrità da tutto il mondo hanno firmato una missiva inviata a Vladimir Putin, chiedendo al presidente russo di dare immediatamente assistenza medica al suo oppositore. “Come cittadino russo ha diritto legale a essere visitato e curato da un medico di sua fiducia”, si legge nella lettera che porta le firme, tra gli altri, della scrittrice JK Rowling, degli attori Benedict Cumberbatch e Kristin Scott Thomas, gli storici Niall Ferguson e Simon Schama, oltre che tre Nobel per la letteratura come Herta Mueller, Louise Gluck e Svetlana Alexievich.

L’avvelenamento e la condanna

Navalny deve scontare una condanna a 3 anni e 6 mesi inizialmente sospesa. Il 20 agosto del 2020 è stato vittima di avvelenamento e secondo inchieste giornalistiche dettagliate dietro ci sarebbe il Servizio di sicurezza federale russo. Pare che Navalny, che in passato è stato protagonista di discussi video nei quali esprimeva le sue idee nazionaliste, sia stato sorvegliato per tre anni e non si escludono precedenti tentativi di avvelenamento. Rientrato a Mosca dalla Germania il 17 gennaio del 2021, viene arrestato presso l’aeroporto Sheremetyevo da forze di polizia in assetto anti-sommossa e processato per direttissima in una stazione di polizia.

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