Napoli: folla e assembramenti in strada prima della zona rossa

Ultime ore di “libertà” per i cittadini di Napoli, che ne hanno approfittato per riversarsi in strada, in bar e ristoranti per l’ultimo aperitivo

Ultime ore prima della zona rossa a Napoli e anche se non c’erano in giro le folle oceaniche tipiche del periodo che precede l’Immacolata e le Feste Natalizie, oggi bar e ristoranti hanno fatto buoni incassi. Secondo quanto confermano foto e video pubblicati da diversi utenti sui social network, nelle zone di Spaccanapoli, piazza del Gesù, Piazza San Domenico Maggiore e le vie di San Gregorio Armeno si sono presentate gremite per tante ore. Le vie dello shopping e i locali sono stati presi d’assalto per l’ultimo caffè o l’ultimo aperitivo prima delle limitazioni che scatteranno con la zona rossa.

A partire da domani, dunque, la ristorazione potrà continuare a lavorare solo con l’asporto ed è per questo che tanti napoletani sono corsi a “salutare” i propri locali di fiducia. Secondo le segnalazioni, si sono riviste le code davanti ai supermercati che hanno riportato alla mente le scene del primo lockdown. Molto affollate via Scarlatti, via Luca Giordano e piazza Vanvitelli, con traffico congestionato in diverse zone della città. Eppure la situazione sul lungomare sembrava abbastanza tranquilla al mattino.

All’ora di pranzo è scattata la ressa con i locali della zona che si sono via via riempiti, fino a creare anche qualche coda. A Napoli, così come nelle altre zone rosse, si spera che i nuovi sacrifici richiesti – dopo il lockdown totale vanificato dai mesi estivi – servano a salvare quantomeno il Natale.

Scuole riaperte dal 24 novembre: chi torna tra i banchi

Intanto, a partire dal prossimo 24 novembre, riapriranno le scuole per l’infanzia e le elementari. Chiuse in zona gialla, paradossalmente riaprono in zona rossa: “Le attività in presenza dei servizi dell’infanzia e delle prime classi della scuola primaria in Campania – annuncia lì’Unità di Crisi – riprenderanno dal 24 novembre, previa effettuazione di screening su base volontaria sul personale docente e non docente e sugli alunni. Per gli ordini e gradi scolastici diversi, l’Unità di crisi regionale all’unanimità ha ritenuto di dover confermare la didattica a distanza”.

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