COVID-19, primi segnali positivi in Italia. I tecnici: “Servono ancora due settimane”

Le autorità sanitarie in Italia confermano i segnali positivi sull’andamento della pandemia di COVID-19. Le dichiarazioni dalla conferenza stampa odierna.

All’indomani della pubblicazione dell’ultimo rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Sanità sull’epidemia di COVID-19 in Italia, si è svolta questa mattina la conferenza stampa condotta dal Presidente dell’ISS Silvio Brusaferro, dal Presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli e dal Direttore Generale della Prevenzione del Ministero della Salute Gianni Rezza.

Una delle conferenze stampa più positive delle ultime settimana che è servita ai tre esperti per confermare i primi segnali positivi anticipati ieri dal rapporto. Resta l’invito alla massima cautela, ma qualche effetto si inizia a vedere. Brusaferro, in collegamento video, ha precisato:

Questa settimana possiamo censire una riduzione del parametro Rt che non si traduce in un calo della curva. Da un lato c’è indicazione che misure funzionano, ma il numero di casi è ancora significativo per cui non si deve allentare la tensione.

Stessa cautela mostrata anche da Locatelli, che parla di giusta direzione in attesa di conferma:

C’è un effetto delle misure adottate con i vari Dpcm, c’è un’iniziale ma chiara decelerazione della curva della trasmissibilità dell’infezione. Il dato relativo all’Rt è un indicatore della decelerazione.

Occorre ricordare, però, che i dati sull’epidemia di COVID-19 in Italia a cui si riferiscono i tre esperti sono relativi a più di una settimana fa, nel periodo compreso tra il 2 e l’8 novembre scorsi: “Se pensate al bollettino diffuso dalla Protezione Civile, ieri per il quarto giorno consecutivo si è osservato un calo del numero degli accessi alle terapie intensive: 122, 110, 89 e ieri 60“.

Questo è sicuramente un ottimo segnale, ma i nuovi positivi sono tornati a crescere e questo potrebbe portare ad un nuovo incremento delle ospedalizzazioni e dei ricoveri in terapia intensiva per le prossime 3 settimane. Da qui la cautela mostrata dalle tre massime cariche dell’autorità sanitaria in Italia. Rezza, presente in sede al Ministero della Salute per la conferenza stampa, fissa anche un tempo limite, due settimane per capire l’effetto delle ultime misure restrittive:

Servono due settimane per vedere la fase di de-escalation dei casi per effetto delle misure imposte alle regioni in caso di miglioramento. L’Rt attuale è di 1,4, e vuol dire che c’è una tendenza della diminuzione della trasmissione del virus nel Paese. Se confermata, questa tendenza positiva nelle prossime settimane potrebbe essere la conseguenza dei provvedimenti adottati su scala nazionale. L’aumento dei ricoveri ospedalieri e in terapia intensiva vale invece per la settimana dal 2 all’8 novembre. Questo quadro attuale ci fa ben sperare anche se bisogna vedere se si consolida anche perché il sovraccarico ospedaliero rimane.

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