Myanmar, è il giorno più sanguinoso dal colpo di stato di febbraio

Gli ultimi decessi porterebbero a circa 400 le vittime della repressione da quando è avvenuto il colpo di stato

Le forze di sicurezza hanno ucciso più di 90 persone in tutto il Myanmar quest’oggi. A dare la notizia è il sito Myanmar Now. Si tratta del bilancio giornaliero più alto mai registrato dal colpo di Stato dello scorso 1° febbraio. Un altro terribile giorno di violenza mentre l’esercito celebra la Giornata delle forze armate con una parata nella capitale. Gli ultimi decessi porterebbero a circa 400 le vittime della repressione da quando è avvenuto il colpo di stato. Nella giornata di venerdì la TV di Stato aveva avvertito in una trasmissione che i soldati avrebbero sparato contro i manifestanti alla schiena e alla testa.

LA SITUAZIONE

I manifestanti contro la repressione sono scesi in strada nonostante la minaccia dei militari di usare violenza mortale contro di loro. Le forze di sicurezza si sono schierate con forza nel tentativo di prevenire le manifestazioni, in particolare a Yangon, dove sono stati sparati colpi di arma da fuoco contro il centro culturale statunitense. L’ambasciata americana ha detto che quegli spari non hanno causato feriti. Finora la giornata con più morti, 74, era il 14 marzo. Ci sarebbe anche un bambino di 5 anni tra i manifestanti uccisi dalle forze di sicurezza. Secondo i media locali, il piccolo è tra le 13 persone uccise a Mandalay, seconda città del Paese. Secondo Myanmar Now, tra le vittime c’è anche una 13enne, uccisa nella sua abitazione a Meikhtila, nella regione di Mandalay, dopo che le forze di sicurezza hanno aperto il fuoco nelle zone residenziali della città. In un altro video, si vede un uomo piangere mentre con il figlio morto tra le braccia cerca di far entrare il cadavere nella sua automobile. Nel frattempo, una delle due dozzine di gruppi armati etnici del Myanmar, l’Unione Nazionale Karen, ha affermato di aver invaso un posto dell’esercito vicino al confine thailandese, uccidendo 10 persone – tra cui un tenente colonnello – e perdendo uno dei suoi stessi combattenti.

LE REAZIONI

Questa 76a giornata delle forze armate del Myanmar rimarrà impressa come una giornata di terrore e disonore“, ha detto la delegazione dell’Unione Europea in Myanmar. “L’uccisione di civili disarmati, compresi i bambini, sono atti indifendibili“. Il dottor Sasa, portavoce del gruppo anti-giunta CRPH, ha detto a Reuters che questo è stato “un giorno di vergogna per le forze armate“. Il generale Yawd Serk, presidente del Consiglio per la restaurazione dello Stato Shan / Esercito dello Stato Shan – Sud, uno degli eserciti etnici del paese, ha detto a Reuters: “Se continuano a sparare ai manifestanti e maltrattare la gente, penso i gruppi etnici non si limiterebbero a stare a guardare e non fare nulla“.

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