Misiani (viceministro Economia): “Dire la verità agli italiani, crisi durerà molti mesi”

Nel corso del suo intervento al Senato, il viceministro dell’Economia, Antonio Misiani, sottolinea la necessità di altri misure per famiglie e imprese

L’impatto della pandemia sull’economia italiana avrà conseguente ancora per tanti mesi: occorre dirlo chiaramente agli italiani e predisporre le misure necessarie affinché le perdite di famiglie e imprese siano ridotte al minimo. Lo afferma il viceministro dell’Economia, Antonio Misiani, intervenendo oggi nell’aula del Senato in merito alla richiesta di scostamento di bilancio. “Dovremo stringere i denti ancora per molti mesi – ha spiegato il viceministro – Abbiamo il dovere di fare un discorso di verità agli italiani, di assumerci la responsabilità sul fronte della politica economica, di proseguire con le misure di sostegno alle imprese e alle famiglie”.

Insomma, dopo i vari decreti ristori, che comunque non basteranno a risarcire le attività che sono state colpite dalle misure restrittive, servono scelte di prospettiva, sottolinea ancora Misiani, che a tal proposito rinnova “l’invito al dialogo di tutti i gruppi parlamentari, per proseguire un percorso di condivisione dello sforzo della politica economica e di sostegno nei confronti delle imprese e delle famiglie, che dovremo proseguire anche nei prossimi mesi”.

Entrando nelle specifico del discostamento di bilancio, Misiani sottolinea che si tratterà di 8 miliardi di euro che saranno utilizzati prima di tutto per “rinviare le scadenze fiscali previste da 30 novembre in avanti”. Nello specifico, si parla del “secondo acconto irpef, ires e irap; i versamenti dell’iva, dei contributi e delle ritenute, privilegiando chi subisce dei significativi cali di fatturato perché abbiamo il dovere di essere selettivi”.

Con i primi tre decreti ristori sono stati erogati 10 miliardi di euro, cui si aggiungono altri 8 miliardi per lo scostamento di bilancio, ma non ci saranno altri bonus, se non “un intervento sul terreno fiscale, per rinviare le scadenze fiscali”. Come già sottolineato da diverse associazioni di categoria, conclude il viceministro dell’Economia, comunque “è evidente che non sono sufficienti per affrontare e ristorare le attività economiche interessate dalle misure restrittive”.

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