Los Angeles in grave emergenza COVID-19: ambulanze costrette a selezionare i pazienti

La California è lo stato USA più colpito dalla pandemia da COVID-19 e la contea di Los Angeles è in assoluta emergenza. I dati più recenti.

A più di dieci mesi dall’inizio della pandemia da COVID-19, gli Stati Uniti continuano a confermarsi giorno dopo giorno il Paese più colpito in assoluto, con oltre 20 milioni di contagi accertati dal febbraio scorso ad oggi e 362.823 vittime accertate. Ad oggi, dati ufficiali alla mano, sono 8.274.548 le persone attualmente positive, con incrementi quotidiani che vanno da 150mila e 300mila a seconda del numero di tamponi analizzati.

Dei 50 Stati USA, più il Distretto di Columbia, la California coi suoi 39.512.223 abitanti è il più colpito in assoluto e la situazione è drasticamente precipitata nelle ultime settimane. Oggi la California conta ben 1.395.870 persone attualmente positive e solo ieri se ne sono aggiunte altre 32.729 con una tendenza più o meno costante da giorni.La maggior parte degli attualmente positivi risiede nella contea più popolosa dello Stato, quella di Los Angeles: ieri erano 827.498 le persone attualmente positive al COVID-19, un dato in crescita del 905% rispetto allo scorso 1° novembre, quando i casi attivi erano 400mila in tutto lo Stato. L’intera contea di Los Angeles conta circa 10 milioni di abitanti, meno di un sesto dell’Italia, e a ieri le ospedalizzazioni per COVID erano ben 7.697, il 21% delle quali in terapia intensiva: oltre 1.600 persone che rischiano di non sopravvivere.

Le stime presentate in queste ultime ore dalle autorità sanitarie locali sono altrettanto preoccupanti: entro le prossime due settimane la sola contea di Los Angeles potrebbe arrivare a registrare 15mila nuovi casi al giorno e 8.500 persone ricoverate con sintomi legati al COVID-19 tra regime ordinario e terapie intensive, mentre i decessi potrebbero arrivare a toccare quota 175 al giorno.

Le ambulanze di Los Angeles costrette a selezionare i pazienti

I posti letto scarseggiano in tutta la contea – non soltanto per i pazienti COVID ma per chiunque abbia necessità di essere ricoverato per i motivi più disparati – e molti ospedali si stanno organizzando per ricoverare i nuovi pazienti mandando a casa i casi meno gravi già ricoverati o allestendo sale d’attesa in locali liberi generalmente adibiti ad altri scopi, come le cappelle o le chiese che molto spesso si trovano integrate nelle strutture ospedaliere.

Questa organizzazione disperata, però, non è sufficiente e i nuovi pazienti in arrivo sono costretti ad attendere per ore nelle ambulanze prima di poter essere accolti negli ospedali. E questo, in un circolo senza fine, significa tenere bloccate le ambulanze ed impedire loro di andare a soccorrere nuovi pazienti.

Interrompere questo ciclo, almeno in questa fase di assoluta emergenza, significa dover fare delle scelte e decidere, di fatto, chi lasciar vivere e chi, invece, condannare a morte. La scelta, ne dà conto oggi la CNN, spetta ai paramedici a bordo delle ambulanze, che proprio in queste ore sono stati invitati a non trasportare in ospedale i pazienti con scarse possibilità di sopravvivenza.

L’ordine arriva dalla Los Angeles County Emergency Medical Services Agency (EMS): i pazienti con scarse probabilità di sopravvivenza, che dovrebbero quindi trascorrere diverse ore in ambulanza prima di venir ammessi in ospedale, ma soccorsi sul posto seguendo le normali procedure.

Con effetto immediato, a causa del grave impatto della pandemia da COVID-19 sui servizi di soccorso e sui pronto soccorso, i pazienti adulti (dai 18 anni in su) in arresto cardiaco non dovranno essere trasportati in ospedale se la circolazione spontanea non viene ripristinata sul posto.

Di fronte un paziente in arresto cardiorespiratorio al di fuori degli ospedali, i paramedici giunti sul posto potranno effettuare le procedure di riianimazione cardiopolmonare per 20 minuti. Se, trascorsi 20 minuti, il paziente è stato stabilizzato si può procedere col trasporto in ospedale. In caso contrario il corpo del paziente non deve essere portato in ospedale.

Vista inoltre la necessità di conservare l’ossigeno, la direttiva ricevuta dai paramedici della contea di Los Angeles è quella di somministrare l’ossigeno supplementare soltanto ai pazienti con una saturazione inferiore al 90%.

L’appello alla responsabilità dei cittadini

Il dipartimento di sanità pubblica della contea di Los Angeles ha richiamato i cittadini alle proprie responsabilità personali:

Tutti devono assumersi le proprie responsabilità e fare la propria parte per fermare questo incremento. I numeri delle ospedalizzazioni e dei decessi non scenderanno finché non diminuiranno i nuovi casi. Tutti devono stare a casa quando è possibile. Meno interazioni abbiamo, meno questo virus mortale troverà ospiti e continuerà a riprodursi. […] Se restiamo a casa a gennaio aiuteremo a interrompere la crescita e a salvare vite.

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