Lombardia, test salivari a scuola: cosa sono e come funzionano

La regione userà in ambito scolastico i tamponi meno invasivi. Il via libera dal ministero della Salute, che ne ha autorizzato l’utilizzo

La Lombardia fa un passo in avanti per garantire il ritorno in classe in sicurezza: nelle scuole della regione, a partire da maggio, saranno utilizzati i test salivari già autorizzati in Francia, Stati Uniti e Giappone. Ad annunciarlo è stato, dai suoi profili social, il presidente Attilio Fontana: “Questi test hanno la stessa validità del tampone naso-faringeo molecolare, con il grande vantaggio di essere meno invasivi, più facili da usare e liberi dal vincolo dell’utilizzo solo da parte di personale sanitario. Ci consentiranno pertanto di attuare un monitoraggio ancora più accurato della diffusione del virus, in sostituzione del tampone molecolare naso-faringeo, fino ad ora unico strumento per confermare la positività al Covid-19“. Come ha evidenziato Fontana, questi test sono stati sperimentati dall’Università Statale di Milano, tant’è che lo stesso governatore li ha definiti “Made in Lombardia“.

I test, prosegue Fontana, consentiranno “di attuare un monitoraggio ancora più accurato della diffusione del virus, in sostituzione del tampone molecolare naso-faringeo, fino ad ora unico strumento per confermare la positività al Covid-19“. Un provvedimento reso possibile dal via libera dato a questi test ieri dal ministro della Salute Roberto Speranza, che ha esteso l’applicazione di “tutti i tipi di test già autorizzati nei Paesi del G7” anche in Italia. E questo, come dice il presidente della Lombardia, dopo mesi di richieste avanzate al Cts “senza ottenere risposte”.

I vantaggi di questi test li ha spiegati anche la vicepresidente e assessora alla Sanità della regione, Letizia Moratti: “È uno strumento che non comporta la presenza del personale sanitario per la raccolta del campione e pertanto, nella sua estrema semplicità e praticità, si presenta ideale per la scuola“. Il tampone salivare, continua Moratti, “consentirebbe di liberare una notevole quantità di risorse attualmente impiegate“. Già da fine marzo questi test erano stati utilizzati per il rientro a scuola nel comune di Bollate, tra i primi a finire in zona rossa.

Come funzionano

L’efficacia dei test salivari è stata testata per prima dallo Spallanzani di Roma, con alcuni test “pilota” condotti in cinque scuole del Lazio su oltre 2mila alunni, con risultati positivi. A spiegarne il funzionamento è stata Maria Rosaria Capobianchi, direttrice del Laboratorio di virologia dello Spallanzani: la saliva, usata come campione su cui effettuare le analisi, “è equivalente al tampone naso-faringeo”. A facilitarne l’utilizzo è la minore invasività, che lo rende più adatto specialmente ai bambini. “In caso di positività del test salivare viene effettuato un secondo test, antigenico o molecolare, sempre però a partire dallo stesso campione salivare”. I risultati dovrebbero essere disponibili in poche ore.

I test, quindi, rilevano eventuali tracce del virus dalla saliva, e si dividono in antigenici e molecolari, proprio come i tamponi. I primi danno risultati in circa dieci minuti, e rilevano le proteine di superficie del virus presenti nella saliva; la precisione, come per i tamponi “classici”, è però più bassa. I test molecolari invece rilevano la presenza o meno del materiale genetico del virus, ma si basano su un’analisi che si può effettuare solo in laboratorio.

 

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