L’Ultimo Concerto

Non un concerto ma un evento di protesta. Forse un po’ fuori target, ma almeno fa parlare un po’. Perché nel modo di affrontare la pandemia sembra che importi solamente il produrre-consumare e c’è poco spazio, come al solito, per cultura e svago

L’Ultimo Concerto – Oltre 130 Live Club italiani e svariati artisti (dai Lacuna Coil a Ligabue, dai Ministri ai Subsonica, da Caparezza ai Pinguini Tattici Nucleari, dai 99 Posse a Roby Facchinetti) dovevano essere protagonisti di un grosso evento in streaming il 27 febbraio 2020. Era strato annunciato nei giorni scorsi e dunque molto atteso.

E invece i fan di tutta Italia che si erano radunati davanti ai loro computer per assistere, per una volta, non all’ennesima call di lavoro o riunione di condominio o colloqui con gli insegnanti, si sono trovati di fronte a una doppia amara sorpresa.

La prima: il server non ha retto le connessioni e dunque il sito Ultimoconcerto.it è risultato down per molto tempo (o comunque era difficilissimo accedere). La seconda: non c’era alcun concerto. Ma un video di 3 minuti, molto emozionante, che finisce con una scritta e uno schermo nero. E poi i video-testimonianza degli artisti e dei locali.

L’Ultimo Concerto, in altre parole, era un evento di sensibilizzazione.

Online, c’è anche il manifesto con le richieste dei gestori dei Live Club, settore che fa registrare, come si legge, numeri allarmanti.

I mancati incassi sono superiori a 50.000.000 di euro. Per una media di € 332.491 per singola realtà. Il 49% dei Live Club dichiara di non avere certezza circa la possibilità di una riapertura a fine pandemia. Durante l’anno di chiusura forzata, infatti, i costi fissi, hanno avuto un peso di oltre 10.000.000 di euro, per una media di € 63.922 per singolo Live Club.

Sicuramente la protesta avrà in qualche modo una sua visibilità.

Nel frattempo, però, è successa una cosa abbastanza facile da ipotizzare in partenza: le centinaia, migliaia di fan dei vari artisti che si aspettavano di vedere musica in streaming (in alcuni casi anche manifestando stupore per il fatto che l’evento fosse gratuito), sono rimasti delusissimi.

E si sono ritrovati, loro malgrado, vittime di una trovata più che legittima e corretta, di una protesta per cui, però, non possono fare proprio nulla.

Un vecchio televisore trovato per strada con dentro i filmati (vostri) delle serate indimenticabili al New Age. Questo è…

Posted by "I Ministri" on Saturday, February 27, 2021

 

Si è così generata una meta-conversazione intorno all’evento.

Sulla pagina Facebook dei Ministri, per esempio, Doris scrive:

Se fossimo stati noi quelli da sensibilizzare, sarebbe stata davvero un’ottima mossa. Purtroppo noi siamo fin troppo sensibili a questo e non solo. E le persone da sensibilizzare probabilmente non ne sapranno nulla.
I concerti live non potranno mai essere sostituiti da uno streaming, mai, ma oggi con un ticket vero, pagato da noi che vi ascoltiamo da 10 anni, avremmo pagato per una delle cose che amiamo di più e avremmo supportato, per quanto poco, voi e i club. Dispiace.
Il profilo ufficiale del gruppo milanese risponde così:
«anche noi abbiamo bisogno di soldi come tutti per vivere, ma il punto qui non è chiedere un sostegno per fare la spesa (e tantomeno chiederlo a voi), qui il punto è parlare, discutere, ragionare e pretendere rispetto circa un mestiere che non è solo un mestiere – è un modo di concepire la comunità e il vivere insieme. E questo riguarda tutti, al di là dei modi più o meno efficaci con cui si cerca di tener vivo questo concetto».
E in effetti questo è un punto cruciale, che riguarda proprio il modo in cui ci si approccia, anche filosoficamente, al mondo nuovo che ci aspetta dopo che la pandemia sarà risolta.
Perché il modo in cui, invece, si affronta l’emergenza ci sembra anche troppo chiaro: priorità alle categorie che possono fare più rumore, al riaprire (non si sa bene nemmeno cosa né come, basta che si dica riaprire) anche se i numeri sono sconfortanti, basta che sia tutto collegato ai concetto di produzione, consumo, vendita.Non appena si affrontano temi culturali o che riguardano lo svago (senza contare il fatto che lo svago di alcuni è il lavoro di altri, come in questo caso, ovviamente), ecco il solito problema, la solita mancanza di idee e di visione d’insieme.

Protesta L’Ultimo Concerto – Quali sono le richieste dei Live Club?

  • SOSTEGNO EMERGENZIALE FINO ALLA COMPLETA RIPARTENZA con contributi a fondo perduto parametrati al calo di fatturato, proroghe di moratorie dei mutui e altre misure.
  • RICONOSCIMENTO DELLA CATEGORIA LIVE CLUB come luoghi di cultura (ma anche di pilastro economico per il settore) dei locali Live Club
  • RIFORME, fra cui aliquite IVA al 10& per i biglietti, ampliamento del Tax Credit e dell’Art Bonus, abolizione dell’ISI (imposta sugli intrattenimenti)
  • NEXT GENERATION, con la promozione e il sostegno per la realizzazione di sale spettacolo attraverso progetti di recupero e per interventi di efficientamento energetico e in generale rivolti alla riduzione dell’impatto ambientale