Israele conferma l’efficacia del vaccino anti-COVID di Pfizer al 93%

Da Israele continuano ad arrivare dati incoraggianti sull’efficacia del vaccino anti-COVID: mortalità azzerata e protezione reale al 93%.

Israele è il Paese del Mondo col passo più spedito nelle vaccinazioni contro il COVID-19 ed è anche il Paese a cui tutti stanno guardando per capire se i vaccini che sulla carta promettono un’altissima efficacia funzionano anche nella realtà dei fatti. Ad oggi il 38% dei circa 9 milioni di residenti nello stato di Israele hanno ricevuto almeno la prima dose del vaccino, ma l’obiettivo è arrivare al 50% entro il mese prossimo.

È ancora presto per avere una panoramica su larga scala circa l’efficacia dei vaccino contro il COVID, ma i dati che arrivano da Israele sono più incoraggianti di quanto si potesse pensare. Ne parlavamo già qualche giorno fa analizzando i dati diffusi dal Ministero della Salute di Israele: su un totale di 715.425 persone vaccinate soltanto 317 – lo 0,04% del totale – ha contratto l’infezione una settimana dopo aver ricevuto entrambe le dosi del vaccino anti-COVID e soltanto per 16 persone – lo 0,002% del totale – è stata necessaria l’ospedalizzazione e nessuno è deceduto in seguito all’infezione da COVID.

I nuovi dati sull’efficacia del vaccino in Israele

Oggi un’ulteriore conferma arriva da una delle quattro HMO del Paese, le Health Maintenance Organizations che forniscono i servizi sanitari ai cittadini in Israele. Secondo i dati diffusi dalla Maccabi Healthcare Services, non soltanto il vaccino sarebbe in grado di azzerare la mortalità, ma avrebbe un’efficacia reale del 93%, in linea con quel 95% dichiarato dall’azienda sulla base dei risultati della cosiddetta Fase 3 della sperimentazione.

I dati diffusi dalla HMO Israeliana tengono conto del fatto che l’efficacia del vaccino di Pfizer/BioNTech si inizi a vedere ad una settimana di distanza dal ricevimento della seconda dose. Su un totale di 523mila persone che hanno ricevuto la doppia dose del vaccino nessuno è deceduto e solo 544 di loro (0.104%) hanno contratto l’infezione.

Tra le persone risultate positive al COVID-19 sette giorni dopo aver ricevuto la seconda dose del vaccino solo per 15 di loro si è resa necessaria l’ospedalizzazione: 8 con sintomi lievi, tre in condizioni medie e 4 di loro in gravi condizioni.

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