Il Malawi e il caso delle dosi di AstraZeneca bruciate

E’ il primo Paese africano a farlo dopo che il Centro africano di prevenzione delle malattie ha confermato che le dosi scadute sono prive di efficacia

19 Maggio 2021 15:54

Le autorità sanitarie del Malawi, secondo quanto riporta la BBC, hanno distrutto 19.610 dosi di vaccino AstraZeneca scadute. Si tratta del primo primo paese africano a farlo pubblicamente. In un primo momento l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha esortato i paesi a non distruggere le dosi scadute, ma poi dopo varie verifiche ha cambiato idea. Nelle ultime settimane nello stato africano sono state effettuate meno vaccinazioni poiché tra la gente si era insinuato il dubbio che gli venisse somministrato il siero scaduto.

IL PUNTO

Su una popolazione di circa 18 milioni di persone, il paese africano ha registrato 34.232 casi confermati di coronavirus e 1.153 morti. Il 26 marzo il Malawi ha ricevuto 102.000 dosi del vaccino AstraZeneca acquisito dall’Unione Africana e ne ha utilizzate quasi l’80%. La data di scadenza sulle etichette era il 13 aprile e il siero non utilizzato è stato tolto dai frigoriferi. Intervenuto alla BBC il principale segretario sanitario del Malawi ha detto che era un peccato che dovessero distruggere le fiale, ma i benefici superavano i rischi. Era necessario dare un segnale pubblico alla cittadinanza per far capire che le dosi scadute erano state eliminate.

A riguardo le dichiarazioni del dott. Charles Mwansambo, riportate dalla BBC, sono emblematiche: “Quando si è diffusa la notizia che avevamo vaccini scaduti, abbiamo notato che le persone non venivano nelle nostre cliniche per farsi vaccinare. Se non li bruciamo, le persone penseremo che stiamo usando vaccini scaduti nelle nostre strutture e se non vengono, Covid-19 le colpirà duramente“. Bruciare le dosi era solo una formalità, perché le fiale scadute erano state già distrutte.

LA NOTA DELL’OMS

Come detto in precedenza, l‘Oms aveva dichiarato in un primo momento che le dosi scadute non andavano distrutte. Poi con la nota del 17 maggio ha fatto sapere che queste dosi “dovrebbero essere rimosse dalla catena di distribuzione e smaltite in modo sicuro“.

Ma quello del Malawi non è l’unico caso di dosi scadute. Nel mese di aprile le autorità sanitarie del Sud Sudan hanno riferito che 60 mila dosi del vaccino AstraZeneca, donate dall’Unione africana (Ua), erano scadute prima di poter essere utilizzate. In quel periodo le vaccinazioni erano in corso grazie a un altro lotto di 132 mila dosi ricevuto a marzo nell’ambito dell’iniziativa Covax per l’equo accesso al vaccino da parte dei Paesi più poveri.

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