Il coprifuoco rimane fino alle 22. E la maggioranza si divide

Come era prevedibile, Draghi non ha fatto marcia indietro nemmeno sull’orario di inizio della misura. La Lega si astiene nel Cdm

È stata una decisione del premier Mario Draghi, quella di non prorogare il coprifuoco fino alle 23. Nonostante il pressing di Lega, Forza Italia, Italia Viva e dei presidenti di Regione (portavoce dei ristoratori), l’esecutivo ha deciso di mantenere la misura – in vigore ormai da novembre – anche nel prossimo Dpcm, approvato oggi dal Consiglio dei ministri. Almeno fino al primo giugno (ma il Corriere della Sera parla addirittura del 31 luglio), quindi, dalle 22 alle 5 di mattina sarà vietata la circolazione. Una decisione, comunque la si pensi, non particolarmente conciliabile con la possibilità di permettere la riapertura dei ristoranti anche a cena.

La decisione potrebbe poi essere modificata, in base all’andamento della pandemia. Il governo però non ha ancora fornito dettagli ulteriori, anzi l’unica data certa è che lo stato di emergenza sarà prolungato fino al 31 luglio. La decisione di confermare il coprifuoco fino alle 22 va dunque a scontrarsi con la proposta delle Regioni di prolungarlo almeno di un’ora: “Sul coprifuoco c’è un’interlocuzione con il governo. La Conferenza delle Regioni propone, misura assolutamente responsabile, l’ampliamento di un’ora, fino alle 23, per permettere alle attività, nei limiti delle regole, di avere un minimo di respiro“, ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga (Lega).

L’astensione della Lega e gli altri provvedimenti

La decisione di non ascoltare questa posizione ha convinto il fronte leghista del governo di astenersi dalla votazione del Consiglio dei ministri: “La Lega non ha votato per il decreto perché lo volevamo più coraggioso. Crediamo che gli italiani abbiano diritto a più fiducia. Voteremo il prossimo di decreto, se aiuterà i lavoratori. Questo no. Se sono convinto vado in fondo: la scelta di sostenere Draghi è stata giusta, sarebbe stato più comodo starne fuori ma ora l’Italia merita impegno e sacrifici“, ha commentato Matteo Salvini in un video. Una decisione che ha creato tensione nella maggioranza, tant’è che il Cdm, inizialmente previsto per le 17, è iniziato in ritardo.

Confermato lo spostamento tra regioni in zona gialla, mentre per passare tra regioni in fascia arancione e rossa – per motivi turistici – servirà il pass verde. Sempre in fascia gialla, riapriranno bar e ristoranti all’aperto a pranzo e a cena, mentre dal 1° giugno si potrà pranzare anche al chiuso. Fino alla zona arancione gli spostamenti per visitare parenti e amici si potranno fare fino a 4 persone, invece che 2, mentre dal 1° luglio riapriranno fiere, congressi, parchi tematici e di divertimento.

Ma il coprifuoco serve?

Se l’è chiesto Lorenzo Ruffino di Youtrend. Citando studi inglesi e francesi, la risposta è che sia una misura efficace almeno quanto l’introduzione delle mascherine e del distanziamento sociale. Ma, rispetto ad altri provvedimenti, da solo potrebbe rivelarsi meno efficace: per questo va accompagnato a tutte le regole che in più di un anno di pandemia abbiamo ormai imparato a memoria.

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