La Gran Bretagna programma già la terza dose di vaccino

La Gran Bretagna abbatte i decessi tra i più fragili e programma già il terzo richiamo per settembre. Cosa succederà in Italia?

La Gran Bretagna corre verso il ritorno alla normalità. Superati i 51 milioni di vaccini somministrati, si registra un crollo dei morti fra gli over 70. È quanto emerge dal report dell’Ons, l’istituto di statistica inglese che corrisponde sostanzialmente alla nostra Istat. A metà aprile il totale di morti per questa fascia di età è sceso fino a 166 a settimana, ovvero il 98% in meno rispetto al picco dell’ondata partita ad inizio 2021 proprio per via della variante inglese, più contagiosa della versione “standard” del Covid-19.

Lo sprint impresso dal governo di Boris Johnson al piano vaccinale, dunque, ha dato indubbiamente frutti. La Gran Bretagna, del resto, non ha avuto gli stessi problemi dell’UE nell’accaparramento delle dosi e di conseguenza il ritmo delle vaccinazioni è stato sostenuto sin dall’inizio, con una media di 800mila inoculazioni al giorno. Anche se non si raggiungerà l’immunità di gregge, dunque, in UK hanno messo già in sicurezza le categorie più fragili della popolazione e si sta già programmando la distribuzione di una terza dose.

Gran Bretagna: a settembre la terza dose di vaccino

Lo ha annunciato Nadhim Zahawi, ministro per la Campagna Vaccinale del governo Johnson: a partire da settembre sarà somministrato un terzo richiamo con vaccini tarati contro le nuove varianti. Al momento sembra che quelli a disposizioni siano efficaci, ma le mutazioni del virus sono continue e veloci, ragion per cui le case farmaceutiche si stanno adoperando per rendere i vaccini più efficaci possibili. Del resto, diversi esperti hanno fin qui sottolineato che con ogni probabilità ci si dovrà vaccinare ogni anno contro il covid. E a tal proposito Moderna è al lavoro su un farmaco che copra contemporaneamente quattro virus.

Il terzo richiamo in Italia

A proposito di terza dose, se ne parla da qualche giorno anche in Italia. L’obiettivo è quello di arrivare ad immunizzare il 70% degli italiani entro novembre e da lì in poi rimettere al sicuro le categorie fragili, che hanno ricevuto il vaccino ad inizio anno. Anziani e personale sanitario, dunque, dovranno ricominciare l’iter delle prenotazioni prima dell’inverno. I primi a ricevere il terzo richiamo saranno circa 6 milioni di italiani (2 milioni di sanitari) e 4 milioni tra over 80 e categorie fragili. Nel frattempo, si attendono risposte dalla comunità scientifica, poiché è probabile che la copertura del vaccino possa durare più del previsto. Alcuni studi citati dal capo del CTS, Franco Locatelli, sostengono che l’immunizzazione potrebbe durare anche un anno. Insomma, potrebbe non esserci fretta e in quel caso si lavorerebbe ad ampliare la percentuale di persone “coperte” entro fine anno e rinviare la terza dose a gennaio 2022.

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