Giornata contro l’omofobia: come sono percepite le discriminazioni in Italia?

Nel 2020 ha indicato come combattere le discriminazioni legate a genere e orientamento sessuale. Forti sono infatti ancora oggi le discriminazioni

Il 17 maggio è la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la trans-fobia, conosciuta con la sigla IDAHOBIT (International Day Against Homophobia, Biphobia, Transphobia). La ricorrenza viene celebrata annualmente dal 2004, promossa dal Comitato Internazionale per la Giornata contro l’Omofobia e la Transfobia e riconosciuta anche dall’Unione europea e dalle Nazioni Unite. Il 17 maggio del 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità rimosse infatti dalla lista delle malattie mentali l’omosessualità.

LA STRATEGIA DELL’UNIONE EUROPEA

Nel novembre 2020 la Commissione Europea ha presentato la prima strategia europea per combattere le discriminazioni rivolte alle persone LGBTIQ, cioè lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, persone non binarie (cioè che non si riconoscono pienamente nel genere maschile né in quello femminile), intersessuali (cioè coloro che hanno un corpo che non corrisponde alla definizione tipica dei corpi maschili e femminili) e queer (persona che a livello sessuale, etnico e sociologico non vuole rientrare in nessuna delle definizioni create dalla cultura egemone). La strategia ideata dall’Unione Europea prevede interventi mirati per una durata di cinque anni, tra cui anche misure normative e stanziamento di fondi. Sul sito della commissione si legge che:

«la strategia propone di estendere l’elenco dei reati dell’UE ai crimini d’odio, compreso l’incitamento all’odio omofobico, e di presentare una normativa sul riconoscimento reciproco della genitorialità in situazioni transfrontaliere. Garantisce inoltre che le preoccupazioni delle persone LGBTIQ siano adeguatamente rispecchiate nella definizione delle politiche dell’UE, in modo che le persone LGBTIQ, in tutta la loro diversità, si sentano sicure e abbiano pari opportunità di prosperare e di partecipare appieno alla società».

I pilastri della strategia sono quattro: combattere la discriminazione; garantire la sicurezza; creare società inclusive; guidare la lotta a favore dell’uguaglianza delle persone LGBTIQ nel mondo.

La giornata è stata commentata da Věra Jourová, vicepresidente della Commissione europea responsabile per coordinare le politiche sui valori e la trasparenza e Helena Dalli, commissaria europea all’Eguaglianza.

Mentre celebriamo la diversità sessuale e di genere, siamo consapevoli del fatto che discriminazione, odio e violenza rimangano una realtà per molti e semplicemente a causa ciò che sono. L’anno scorso la commissione europea ha adottato una strategia volta a perseguire una maggiore uguaglianza e la sicurezza delle persone LGBTQI. Al momento siamo lavorando per estendere la lista dei crimini europei e al fine di introdurci anche i crimini d’odio rivolti alle persone LGBTQI. Lo dobbiamo alla comunità LGBTQI, dobbiamo loro il massimo intervento possibile per fermare i trattamenti discriminatori che affrontano ogni giorno.

Věra Jourová

Questo giorno è una chiamata all’azione contro le discriminazioni e per l’affermazione dell’eguaglianza delle persone LGBTQI. Per sottolineare la giornata, la commissione europea ha illuminato il Berlaymont Building con i colori dell’arcobaleno, modificando anche il proprio logo. Questi simboli trasmettono il nostro messaggio di una ampia zona europea di libertà e sicurezza per la comunità LGBTQI. Non vedo l’ora di continuare a lavorare per un’Unione che garantisca a tutti eguaglianza.

Helena Dalli

Un obiettivo simile viene perseguito anche dal disegno di legge Zan, da settimane al centro del dibattito politico e civile. L’obiettivo è quello di estendere le pene previste per discriminazioni a sfondo razziale, etnico o religioso anche agli atti di discriminazione o di violenza per motivi di genere, orientamento sessuale o disabilità.

I DATI SULLA DISCRIMINAZIONE LGBTIQ

In occasione del 17 maggio Ipsos, azienda che si occupa di analisi e di ricerche di mercato,ha raccolto alcune opinioni riguardanti il DDL ZAN. Due sono stati i quesiti per indagare il grado di conoscenza e il grado di accordo o disaccordo con la legge.

Fonte: IPSOS. Rielaborazione grafica per Blogo.it
Fonte: IPSOS. Rielaborazione grafica per Blogo.it

Ipsos ha inoltre realizzato un’indagine che riguarda la percezione della popolazione in merito alla discriminazione e all’adozione da parte di coppie omosessuali.

Fonte: IPSOS. Rielaborazione grafica per Blogo.it
Fonte: IPSOS. Rielaborazione grafica per Blogo.it

Eurispes, Istituto di Studi Politici, Economici e Sociali, ha pubblicato il 13 maggio il 33esimo Rapporto Italia, un documento che analizza la situazione politica, economica e sociale dell’Italia. Nell’indagine, condotta su un campione di 2063 persone, vengono analizzati anche i temi del genere sessuale e della discriminazione. Ciò che emerge è che:

  • per il 49,2% degli intervistati le etichette tradizionali con cui identificare il genere (“uomo” e “donna”) sono ancora valide, mentre per 50,8% sono troppo rigide;
  • è opinione diffusa che siano oggetto di discriminazione, tra altre categoria, anche le persone trasngender (69,7%) e gli omosessuali (63,2%).

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