Legge Zan, Zaia esprime il suo sostegno: “Non si può essere contrari”

Il presidente del Veneto, leghista, si è espresso per l’approvazione della legge contro l’omotransfobia. Ma è il suo partito a bloccarla in Senato

La “legge Zan“, il disegno di legge contro l’omotransfobia approvato dalla camera lo scorso novembre (ma bloccato dal centrodestra al Senato), ha un nuovo alleato a sorpresa. Si tratta di Luca Zaia, presidente leghista del Veneto, che al Corriere del Veneto ha detto la sua: “Nessuno, ritengo, si oppone in linea di principio: le libertà devono essere garantite a tutti. Penso che il principio della civile convivenza sia sempre lo stesso: la tua vita finisce dove inizia la mia. E ci vuole sempre il rispetto di mezzo. Immagino che questo provvedimento verrà prima o poi realizzato”.

Il presidente veneto usa comunque un po’ di prudenza: “Vedo che c’è un dibattito trasversale e non coinvolge solo la Lega. Verrà trovata la miglior formula e penso che non ci sia nessuno che vorrà negare l’evidenza. Dopodiché ci saranno delle sfumature giuridiche che verranno valutate“. In ogni caso, Zaia ha ribadito di non aver ancora letto il testo del disegno di legge.

Eppure non sono parole di poco conto, quelle del leghista veneto. In passato, nonostante si fosse dichiarato contrario alle adozioni, Zaia aveva difeso pubblicamente le coppie omosessuali, e non in un contesto banale, ma al Congresso Mondiale delle Famiglie di Verona del 2019:

Utilizzate questo palcoscenico per parlare anche di temi che magari sono più ostici come il tema dell’omofobia, e lo dico da eterosessuale convinto: mi auguro che qui si possa chiarire una volta per tutte che l’omofobia è una patologia

Un intervento che non era particolarmente piaciuto al pubblico del Congresso, e che aveva ricevuto pochi applausi. Ma una posizione già confermata il giorno prima (28 marzo 2019) al Corriere della Sera, in un’intervista in cui aveva anche difeso la legge sull’aborto:

Dicono che sarà una manifestazione contro i gay? Vorrà dire che sarò io a portare il pensiero che se in questa discussione c’è una patologia è l’omofobia, non l’omosessualità […] Io credo che si sia acceso un dibattito esagerato, fuori contesto. Al punto che i nemici del congresso sono stati i veri pr della protesta, i suoi grandi comunicatori. Se non ci fosse stata da parte loro tutta questa pubblicità, l’appuntamento sarebbe stato per addetti ai lavori

Quando inizierà la discussione in Senato

I gruppi di centrodestra del Senato (Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia) hanno definito il provvedimento “non prioritario”, non permettendone quindi l’inizio della discussione in commissione Giustizia. Considerando che la Camera lo ha approvato a novembre, la legge Zan aspetta di essere discussa da Palazzo Madama da quasi otto mesi. A presiedere la commissione il senatore leghista Andrea Ostellari, che non ne ha permesso sinora la calendarizzazione (dalla quale poi deve partire la discussione). A contrastare fortemente la legge c’è il collega di partito Simone Pillon, per il quale il ddl “è un testo ideologico e come tale va considerato”. Una lettura condivisa anche dal leader della Lega, Matteo Salvini: “Rifiuto la strumentalizzazione semplicistica in base alla quale chi sostiene la legge Zan è un evoluto progressista, mentre chi vi si oppone è un retrogrado medievale. C’è il rischio che si arrivi a voler bollare come sbagliate per legge posizioni condivise da milioni di italiani e ciò è profondamente illiberale“. Per Salvini, “la durezza con cui devono essere puniti questi atti (di violenza contro omosessuali e trans, ndr) non può e non deve essere messa in conflitto con la libertà di pensiero e di agenda politica su temi etici fondamentali“.

L’ostruzionismo però potrebbe non durare ancora a lungo, considerato anche che la legge è voluta dalla maggior parte dei partiti di maggioranza (Pd, 5s, Italia Viva e LeU). L’ultimo rinvio, di qualche giorno fa, è stato motivato dalla scelta di accorpare, insieme al ddl Zan, anche altri quattro testi sullo stesso argomento già depositati al Senato. La commissione Giustizia ha quindi chiesto alla presidente del Senato, Elisabetta Casellati, di mettere tutte le proposte sullo stesso piano, classificandole da valutare “in sede redigente”. Dopodiché, ottenuto il via libera dalla seconda carica dello Stato, la commissione Giustizia sceglierà la data in cui iniziare la discussione del ddl.

Cosa prevede la “legge Zan”

La legge prende il nome dal suo primo firmatario, Alessandro Zan, deputato del Partito democratico e attivista Lgbt, in passato vittima di discriminazioni per la sua omosessualità. Il testo prevede delle norme atte a contrastare le discriminazioni fondate su orientamento sessuale, identità di genere e disabilità, per tutelare maggiormente omosessuali e transessuali dai quotidiani episodi di violenza fisica e verbale cui sono vittime.

Per “sesso”, si legge nell’articolo 1 della legge, “si intende il sesso biologico o anagrafico”, per genere “qualunque manifestazione esteriore di una persona che sia conforme o contrastante con le aspettative sociali connesse al sesso”. Per “orientamento sessuale”, “l’attrazione sessuale o affettiva nei confronti di persone di sesso opposto, dello stesso sesso, o di entrambi i sessi”, mentre con “identità di genere” si vuole indicare “l’i­dentificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corri­spondente al sesso, indipendentemente dall’aver concluso un percorso di transizione”.

Tra le pene previste, la reclusione fino a 18 mesi – o una multa fino a 6mila euro – per chi commette atti di discriminazione fondati “sul sesso,  sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere o sulla disabilità”. Per chi invece istiga a commettere o commette violenza per lo stesso motivo, è prevista la reclusione da 6 mesi a 4 anni. Inoltre, per qualsiasi reato commesso con finalità discriminatorie o di odio, la pena viene aumentata fino alla metà. La sospensione condizionale si può ottenere se il condannato presta un lavoro in favore delle associazioni di tutela delle vittime dei reati.

È poi istituita per il 17 maggio la giornata nazionale contro l’omofobia, dedicata al promuovere la cultura del rispetto e dell’inclusione sociale e a contrastare pregiudizi e discriminazioni. Nelle scuole di ogni ordine e grado si dovranno inserire programmi di sensibilizzazione nei confronti di questo tipo di discriminazioni.

Negli ultimi giorni tanti artisti, da Marrakash a Levante, da Elodie a Mahmood, si sono schierati in favore dell’approvazione della legge. Fedez e Pillon, tra l’altro, hanno anche avuto un duro botta e risposta sui social.

 

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