I fact checkers sono stati proposti per il Nobel per la Pace

L’International Fact-Checking Network è stato proposto per il Nobel per la Pace 2021.

In questo particolare periodo storico stiamo toccando con mano sempre di più l’importanza dei cosiddetti “fact checkers”: i verificatori di fatti, gli sbufalatori. Insomma, chi prende le notizie che girano sul web e ne accerta la veridicità controllandone autori e fonti.
Anche Joe Biden ne ha parlato durante il proprio discorso di insediamento, anche in virtù di quanto accaduto al Campidoglio USA lo scorso 6 gennaio.

Adesso i fact checkers potrebbero ambire al Nobel per la Pace. La proposta è partita da Trine Skei Grande, parlamentare norvegese ed ex leader del Partito Liberale.
In particolare, Grande ha fatto riferimento all’IFCN, l’International Fact-Checking Network. Si tratta di una rete formata da decine di organizzazioni e di media provenienti da ogni parte del mondo (basti pensare al Washington Post, France Press, Africa Check), il cui obiettivo è, appunto, la verifica di fatti e notizie.
“Hanno bisogno del nostro sostegno”, ha commentato la parlamentare.

Fino al 31 gennaio l’Istituto Nobel, come di consueto, accetterà tutte le candidature valide. Il vincitore del Nobel per la Pace 2021 verrà annunciato nelle prime settimane di ottobre.

Ad aggiudicarsi il Nobel nel 2020 era stato il WFP, il World Food Programme, l’agenzia delle Nazioni Unite impegnata nel combattere la fame e la malnutrizione a livello mondiale.

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