Draghi incassa la prima fiducia. 262 sì al Senato, 40 contrari

Il governo di Mario Draghi incassa la sua prima fiducia con 262 voti al Senato. 40 i contrari e 2 astenuti. Domani il bis alla Camera.

17 Febbraio 2021 23:47

Il governo di Mario Draghi ha incassato la prima fiducia al termine di una lunga giornata di discussione al Senato iniziata alle 10.00 col discorso del Presidente del Consiglio seguito da decine di interventi e, alle 20.40, dalla replica di Draghi e successivamente dalle dichiarazioni di voto dei senatori iscritti a parlare, che hanno impiegato più tempo del previsto.

La chiama per appello nominale è iniziata alle 23.10. Alle 23.46 il responso:

Senatori Presenti: 305
Senatori Votanti: 304
Maggioranza: 152
Senatori favorevoli: 262
Senatori Contrari: 40
Senatori Astenuti: 2

La replica di Mario Draghi al Senato

Il premier Draghi ha aperto la sua replica confermando che “il Parlamento sarà informato in modo adeguato e tempestivo sull’impianto complessivo del programma e sulle relative politiche specifiche di intervento” e spostandosi subito sul tema dell’immigrazione che era stato lasciato fuori dal discorso tenuto in mattinata.

Draghi ha auspicato un cambio di rotta a livello europeo:

a risposta più efficace e duratura passa per una piena assunzione di responsabilità sul tema da parte delle Istituzioni comunitarie ed europee. D’altronde uno dei dossier politici più rilevanti a livello europeo è quello sulle proposte normative presentate dalla Commissione nel settembre dello scorso anno nell’ambito del cosiddetto “Patto europeo sull’immigrazione e l’asilo”. Si tratta di nuove proposte che fanno seguito al fallimento dei negoziati svolti nel periodo 14-19 per la riforma del sistema comune europeo di asilo ma che non sciolgono lo stallo politico che continua a bloccare l’azione dell’Unione Europea specie sulla declinazione del principio di solidarietà. Permane infatti la contrapposizione tra Stati di frontiera esterna, maggiormente esposti ai flussi migratori (Italia, Spagna, Grecia, Malta, in parte Bulgaria) e Stati del Nord ed Est Europa, principalmente preoccupati di evitare i cosiddetti movimenti secondari di migranti dagli Stati di primo ingresso nel loro territorio. L’Italia, appoggiata anche da alcuni Paesi mediterranei come Spagna, Grecia, Cipro e Malta, propone come concreta misura di solidarietà – per segnare la specificità della gestione delle frontiere marittime esterne – un meccanismo obbligatorio di redistribuzione dei migranti pro quota.

Nei quasi 20 minuti di replica, il Presidente del Consiglio ha ribadito l’impegno del nuovo esecutivo sulla lotta alla pandemia e la ripresa del Paese che dovrà passare anche per la cultura:

l’Italia è una grande potenza culturale riconosciuta in tutto il mondo. E anche per questo durante il G20 daremo grande importanza ai temi della cultura con un incontro dedicato. Naturalmente le restrizioni necessarie a contenere la pandemia hanno messo a dura prova musei, cinema, teatri, musica, danza, tutto lo spettacolo dal vivo e ogni arte in generale. La cultura va sostenuta e naturalmente il rischio è di perdere un patrimonio che definisce la nostra identità. […] Il ritorno nel più breve tempo possibile alla normalità deve riguardare anche la cultura, in tutte le sue forme, perché è imprescindibile per la crescita e il benessere del Paese.

La cultura, però, va di pari passo col turismo, soprattutto in un Paese come l’Italia. Tra le priorità del nuovo esecutivo c’è anche quella di “investire nel turismo e sostenerlo“:

Per un Paese ad alta vocazione turistica come il nostro si tratta di una questione ovviamente essenziale. Quindi vanno messi in campo misure che permettono alle imprese del turismo di non fallire e ai lavoratori di tutelare i livelli di reddito. Ovviamente l’uscita dalla pandemia è la migliore forma di sostegno ma bisogna impedire che in questo periodo queste imprese falliscano perché poi si perde un capitale che è essenzialmente umano.

L’appuntamento di Draghi alla Camera

Dopo aver incassato la fiducia in Senato, domattina Mario Draghi si recherà alla Camera per fare il bis e ottenere così la piena fiducia del Parlamento.

L’appuntamento è per le 9.00 con un programma simile a quello odierno: discussione generale fino alle 12, pausa per la sanificazione dell’aula fino alle 13.30, seguito della discussione generale e alle 18, dopo un’altra pausa per la sanificazione, la replica del Presidente del Consiglio. L’inizio del voto è fissato per le 20, dopo circa 90 minuti di dichiarazioni di voto.

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