DPCM, incontri con parenti e amici: si possono fare? Come e quando?

In base al DPCM 3 novembre 2020 sono state individuate tre diverse aree con norme differenti. Come comportarsi con parenti e amici.

In questa fase regolata dal DPCM 3 novembre 2020, in cui l’Italia è divisa in tre diverse aree con norme diverse, come ci si comporta con parenti e amici? Sì, quelli che nella “fase 2” venivano definiti “congiunti” e che si potevano finalmente incontrare dopo due mesi di lockdown totale?

Ovviamente bisogna differenziare i comportamenti a seconda dell’area in cui ci si trova, cioè se gialla, arancione o rossa, tuttavia, bisogna anche ricordare che già con i DPCM precedenti a quelli de 3 novembre era stata fatta una raccomandazione: non ospitare persone che non sono conviventi.

Quindi se uno vuole rispettare al 100% non solo la legge, ma anche le raccomandazioni, non dovrebbe ricevere, neanche per un caffè, amici o parenti con cui non convive.

Infatti nelle FAQ del Viminale leggiamo (valido per tutti):

Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza.

Non vi preoccupate, però, se anche decidete di farvi venire a trovare da amici o parenti che non vivono con voi, nessuno vi può multare (almeno per adesso…). Si tratta di una raccomandazione, perché per contenere la diffusione del virus sarebbe meglio limitare al massimo gli incontri interpersonali.

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Incontri con parenti e amici nell’area gialla

L’area gialla per adesso comprende Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Province di Trento e Bolzano, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto. Alcune di queste regioni, però, nel giro di pochissimo tempo potrebbero passare in area arancione o rossa (di fatto Bolzano è già zona rossa).

Nell’area gialla gli spostamenti sono limitati solo dalle 22 di sera alle 5 del mattino successivo. In quell’arco di tempo bisogna giustificare il proprio spostamento, ossia scrivere sull’autocertificazione perché ci si sta spostando e lo si può fare solo per motivi di lavoro, salute o necessità.

Tra le necessità, però, può esserci anche quella di assistere un parente o un amico non autosufficienti. Nelle FAQ del Ministero dell’Interno si legge:

Posso andare ad assistere un parente o un amico non autosufficienti?
Sì, è una condizione di necessità e quindi non sono previsti limiti orari. Nel caso si tratti di persone anziane o già affette da altre malattie, ricordate però che sono categorie più vulnerabili e quindi cercate di proteggerle dai contatti il più possibile.

Quindi nell’area gialla parenti e amici si possono incontrare sempre dalle 5 alle 22, in caso di necessità (quindi per motivi gravi, per prestare assistenza a chi ha bisogno) anche dalle 22 alle 5.

Resta inteso che meno ci si incontra, meglio è e comunque è sempre bene indossare la mascherina e mantenere la distanza interpersonale.

Incontri con parenti e amici nell’area arancione

Nell’area arancione per adesso ci sono solo Puglia e Sicilia, ma certamente a breve saranno incluse molte più regioni. In questo caso ricordiamo che sono vietati gli spostamenti da comune a comune, salvo, come sempre, per motivi di lavoro, studio, salute o necessità.

Per quanto riguarda gli incontri con parenti e amici, vale quanto detto per l’area gialla: sono sconsigliati, ma si possono fare, nel senso che non vi multano se vi incontrate. Tuttavia ricordate che lo spostamento fuori comune va sempre giustificato con l’autodichiarazione, quello nel proprio comune va giustificato dalle 22 alle 5. Si possono sempre assistere parenti o amici non autosufficienti. Chiaramente è sempre meglio indossare la mascherina e mantenere la distanza interpersonale.

Incontri con parenti e amici nell’area rossa

Nell’area rossa (Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Calabria, Bolzano) c’è il lockdown totale, quindi si può uscire di casa solo ed esclusivamente per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità (per esempio l’acquisto di beni necessari) o motivi di salute. Rientra tra queste necessità anche l’assistenza a un parente o un amico non autosufficiente, in tutti gli altri casi non si può incontrare nessuno.

Genitore separato: visite a figli minorenni

Un genitore separato, in qualunque area si trovi, ha sempre il diritto di visitare i propri figli minorenni. Nelle Faq del Viminale è spiegato (per tutti e tre i tipi di area):

Gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti anche tra Comuni di aree differenti. Tali spostamenti dovranno in ogni caso avvenire scegliendo il tragitto più breve e nel rispetto di tutte le prescrizioni di tipo sanitario (persone in quarantena, positive, immunodepresse etc.), nonché secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio o, in assenza di tali provvedimenti, secondo quanto concordato tra i genitori.

Portare i figli dai nonni

Anche per quanto riguarda gli incontri tra nonni e nipoti il Viminale fornisce la stessa spiegazione per tutte e tre le aree, gialla, arancione e rossa. In pratica si possono portare i figli dai propri genitori, ma solo se è indispensabile, se non si possono trovare altre soluzioni.

Il Viminale, infatti, quando ci si chiede se è possibile spostarsi per accompagnare i propri figli dai nonni o per andarli a riprendere all’inizio o al termine della giornata di lavoro, raccomanda a tutti:

È possibile ma fortemente sconsigliato, perché gli anziani sono tra le categorie più esposte al contagio da COVID-19 e devono quindi evitare il più possibile i contatti con altre persone. Pertanto, questo spostamento è ammesso solo in caso di estrema necessità, se entrambi i genitori sono impossibilitati a tenere i figli con sé per ragioni di forza maggiore. In tale caso i genitori possono accompagnare i bambini dai nonni, percorrendo il tragitto strettamente necessario per raggiungerli e recarsi sul luogo di lavoro, oppure per andare a riprendere i bambini al ritorno. Ove possibile, è assolutamente da preferire che i figli rimangano a casa con uno dei due genitori che usufruiscono di modalità di lavoro agile o di congedi.

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