Decreto semplificazioni: come cambia il nuovo Spid?

Grazie al decreto Semplificazioni, il nuovo Spid consente anche a chi ha poca familiarità con la tecnologia di avere accesso alla propria identità digitale

Un’identità digitale per tutti. Grazie al nuovo decreto Semplificazioni, approvato nelle scorse ore dal governo Draghi, dopo un lunghissimo travaglio in cui sono saltati alcuni dei provedimenti principali (come le 350 assunzioni di personale non dirigenziale a tempo determinato) viene finalmente definita la possibilità di creare un “delegato virtuale“: con questo, anziani e tutti coloro che non hanno familiarità col digitale potranno avere accesso e utilizzare i sistemi digitalizzati della Pubblica Amministrazione per mezzo di una persona fidata.

COS’È LO SPID?

Per chi ancora non lo sapesse, lo SPID è il Sistema Pubblico d’Identità Digitale, nato con l’idea di rivoluzionare il rapporto tra i cittadini italiani e la difficile macchina della burocrazia appartenente alla Pubblica Amministrazione. Lo SPID è un sistema digitale che consente di accedere ai servizi online della PA (e dei privati aderenti) utilizzando delle credenziali personali di accesso riservate.

Può essere utilizzato per mezzo di qualsiasi dispositivo, dai computer agli smartphone, e risulta utile per le prenotazioni sanitarie, incluse quelle per i vaccini da Covid 19, le iscrizioni alla scuola pubblica, l’utilizzo del cashback di stato, i bonus vacanze, il bonus 18app e tante altre prestazioni.

COME ATTIVARE LO SPID

Per attivarlo basta essere maggiorenni e in possesso di un documento di riconoscimento valido e di una tessera sanitaria o del tesserino del codice fiscale. Per l’attivazione ci si può recare negli uffici postali o sbrigare le pratiche in autonomia. Una volta ottenuto, l’utilizzo di SPID è gratuito per tutti i cittadini, per sempre.

Funziona sulla base di tre livelli di sicurezza.

Il primo permette di accedere ai servizi online attraverso le credenziali SPID nome utente e password, il secondo è necessario per servizi che richiedono un grado di sicurezza maggiore e permette l’accesso attraverso le credenziali SPID e la generazione di un codice temporaneo di accesso OTP (one time password) o l’uso di un’app fruibile attraverso un dispositivo, come ad esempio uno smartphone. L’ultimo prevede, oltre alle credenziali SPID, l’utilizzo di ulteriori soluzioni di sicurezza e di eventuali dispositivi fisici, come smart card, che vengono erogati dal gestore dell’identità.

IL NUOVO SPID

Nella pratica, il Sistema di gestione delle deleghe (Sdg) consentirà a chiunque di individuare un “delegato Spid“, una persona che potrà muoversi nel nome dell’identità digitale del titolare per avere accesso ai servizi Pa. In particolare, una volta acquisita la delega il sistema genererà “un attributo qualificato associato all’identità digitale del delegato”, che consentirà di identificare il soggetto come “delegato virtuale”.

Questioni di sicurezza – “Il Sdg – si legge nella bozza del decreto – consente a chiunque di delegare l’accesso a uno o più servizi a un soggetto titolare dell’identità digitale con livello di sicurezza almeno significativo“. Un’affermazione molto vaga, rispetto alla quale al momento non si conoscono molti dettagli. L’unica precisazione riguarda il trattamento dei dati personali, che sarà – si dice sempre nella bozza – sotto la gestione della Struttura della Presidenza del Consiglio competente per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale è il titolare del trattamento dei dati personali”.

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