Dal 26 aprile la Lombardia utilizzerà il vaccino Astrazeneca solo per il richiamo

Da domani stop alla prima dose del vaccino Astrazeneca in Regione Lombardia. Il vaccino sarà usato solo per il richiamo

In Lombardia il vaccino Astrazeneca verrà usato solo per i richiami. A deciderlo Giovanni Pavesi, direttore generale della direzione generale Welfare della regione. Da lunedì 26 aprile saranno dunque utilizzati i vaccini Pfizer e Moderna anche per i cittadini lombardi over 60.

Vaccino Astrazeneca in Lombardia solo per richiami: le ragioni

In una nota inviata a tutti i direttori generali degli ospedali lombardi e delle Ats (Agenzia di Tutela della Salute) della Regione, la direzione generale Welfare ha chiarito che

«considerato il piano di consegne vaccinale attualmente programmato dalla struttura commissariale e al fine di poter disporre delle dosi necessarie per effettuare le seconde somministrazioni programmate sull’intero territorio regionale per le prossime settimane, si ritiene opportuno che, a far data da lunedì 26 aprile, il vaccino VaxZevria (AstraZeneca, ndr) venga conservato e utilizzato esclusivamente per le seconde dosi di tale percorso vaccinale».

La scelta di utilizzare Astrazeneca solo per il richiamo vaccinale e non più per le prime dosi è dunque motivata da ragioni di programmazione e di previsione di consegna dei vaccini. Il calendario degli arrivi di Pfizer e Moderna sembra infatti potere essere meno soggetto a imprevisti rispetto a quanto potrebbe accadere con il vaccino Astrazeneca.

Il 21 aprile, come riportano Fanpage e Corriere della Sera, sono arrivate in regione quasi 300mila dosi di vaccino Pfizer. Lo stesso numero di dosi, cioè 260.910, era stato consegnata in regione anche il 16 aprile. Tra il 29 aprile e il 6 maggio sono attese più di 500mila dosi di vaccino Pfizer e tra il 26 e il 2 maggio circa 83mila dosi di Astrazeneca.

Come procede la somministrazione dei vaccini in Lombardia

Alle ore 17 del 25 aprile 2021 le dosi somministrate in Lombardia sono 2.815.606. Le persone vaccinate, cioè coloro che hanno ricevute due dosi di vaccino, sono 829.385. Si tratta di circa 28 dosi somministrate per 100mila abitanti. Se si considera questo indicatore, la Regione si colloca quartultima su scala nazionale.

Fonte: governo. Rielaborazione dati per Blogo.it

Il 23 aprile il presidente della Regione Attilio Fontana ha dichiarato che nell’ultimo mese la Lombardia ha effettuato una

«media di 60.000 vaccinazioni al giorno, raggiungendo picchi di oltre 70.500. Potremmo farne anche di più, ma ad oggi non abbiamo vaccini a sufficienza. Il mio auspicio è che il generale Figliuolo riesca a garantirne un numero utile alle nostre capacità».

Qui sotto i dati per provincia riguardanti la percentuale di prime dosi somministrate:

Fonte: regione Lombardia. Rielaborazione per Blogo.it

Vaccinazioni nelle aziende: l’intesa

In un comunicato stampa pubblicato il 10 marzo, la Lombardia ha spiegato di avere approvato «i criteri e i requisiti per l’estensione della campagna vaccinale Covid-19 alle aziende produttive della regione». La vaccinazione nelle aziende era tuttavia subordinata al via libera da parte del Governo, intervenuto sul tema il 7 aprile con la sottoscrizione di un protocollo tra ministeri del Lavoro, della Salute e dello Sviluppo economico, Inail, commissario straordinario all’emergenza e parti sociali. Tre sono le opzioni previste dal Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro:

  1. i datori di lavoro possono predisporre punti straordinari di vaccinazione anti Covid-19 nei luoghi di lavoro, al fine di somministrare il vaccino a lavoratrici e lavoratori che ne abbiano fatto volontariamente richiesta;
  2. i datori di lavoro possono stipulare una specifica convenzione con strutture esterne in possesso dei requisiti per la vaccinazione;
  3. i datori di lavoro che non sono tenuti alla nomina del medico competente o che non possano fare ricorso a strutture sanitarie private, possono avvalersi delle strutture sanitarie dell’INAIL presenti sul territorio.

Secondo Repubblica, regione Lombardia potrebbe attivare i canali di vaccinazione dei lavoratori dopo la fine della somministrazioni dei vaccini agli over 60. Due sarebbero le ipotesi in campo. La prima prevederebbe accordi specifici tra la Regione e le aziende di grandi dimensioni che intendono vaccinare i propri dipendenti; l’azienda si assumerebbe i costi del personale di una o più linee di un centro vaccini per il periodo necessario per inoculare le dosi ai dipendenti. La seconda prevederebbe invece che la Regione, in accordo con le associazioni che rappresentano le imprese, potrebbe dedicare un unico centro vaccini per la somministrazione ai lavoratori. Il protocollo siglato da regione Lombardia coinvolge, oltre alla regione, Confindustria Lombardia, Confapi e Associazione Nazionale medici di azienda e competenti.