Il vaccino AstraZeneca non sarà approvato a gennaio. Cosa significa per l’Italia?

L’autorizzazione dell’EMA per il vaccino di AstraZeneca potrebbe non arrivare a gennaio. All’Italia spettano oltre 40 milioni di dosi.

29 Dicembre 2020 17:50

Il piano della vaccinazione contro il COVID-19 in Italia rischia di subire uno slittamento di qualche settimana a causa del possibile ritardo nel via libera al vaccino messo a punto da AstraZeneca e dall’Università di Oxford da parte dell’Agenzia europea per i medicinali, la cui autorizzazione dovrà precedere quella dell’organismo nazionale, l’Agenzia Italiana del Farmaco.

L’entusiasmo manifestato pochi giorni fa dall’Amministratore Delegato di AstraZeneca Pascal Soriot dalle pagine del Sunday Times è stato brutalmente frenato oggi dalle parole di Noel Wathion, vice direttore dell’Agenzia europea per i medicinali, che nel corso di un’intervista al quotidiano belga Het Nieuwsblad ha ipotizzato che il via libera al nuovo vaccino potrebbe non arrivare entro il mese di gennaio.

E il motivo è presto detto. Ad oggi AstraZeneca ha “fornito solo dati sui propri studi clinici” che per l’EMA non sarebbero sufficienti per concedere un’autorizzazione all’immissione in commercio condizionata:

Abbiamo bisogno di dati aggiuntivi sulla qualità del loro vaccino.

Cosa significa questo ritardo per l’Italia?

Solo due giorni fa il Ministro della Salute Roberto Speranza aveva fatto particolare affidamento sull’enorme quantità di dosi del vaccino di AstraZeneca destinate all’Italia, ben 16 milioni di dosi entro il primo trimestre del 2021 e oltre 24 milioni nel secondo trimestre dell’anno per un totale di 40 di dosi di vaccino previste per il 2021 sufficienti a vaccinare 20 milioni di persone considerando due dosi necessaria per ciascun cittadino.

I vantaggi del vaccino di AstraZeneca, spiegava Speranza, sono molteplici per il nostro Paese:

Il vettore virale è prodotto a Pomezia, nell’impianto Irbm, l’infialamento avviene ad Anagni, e la conservazione delle dosi non ha bisogno di temperature a 75 sotto zero. Vuol dire che per noi, sfruttando Pratica di Mare come hub, sarà tutto più semplice: produzione, distribuzione, conservazione.

Il piano strategico per la vaccinazione contro il COVID-19, messo nero su bianco a questo indirizzo, è basato in modo particolare proprio sul vaccino di AstraZeneca, almeno nella prima parte del 2021. Nel primo trimestre del nuovo anno, infatti, l’Italia sperava di contare su 16 milioni di dosi targate AstraZeneca, 8 milioni di Pfizer/BioNTech, 2 milioni di CureVac e 1,3 milioni di Moderna per un totale di 28 milioni di dosi entro marzo 2021 e ben 57 milioni tra aprile e giugno 2021, di cui ben 24 milioni in arrivo da AstraZeneca.

Dosi di Vaccino AstraZeneca

Il Regno Unito va avanti col vaccino di AstraZeneca

Alla giusta cautela dell’EMA sembra contrapporsi la fretta della Medicines and Healthcare products Regulatory Agency (MHRA), l’Agenzia regolatrice inglese dei farmaci che salvo slittamenti non ancora annunciati dovrebbe dare il via libera alla somministrazione del vaccino di AstraZeneca il prossimo 4 gennaio, anche se con una formula d’emergenza come già accaduto col vaccino di Pfizer/BioNTech.

Non è chiaro, e non ne è a conoscenza neanche Noel Wathion, se AstraZeneca abbia già fornito all’ente britannico della documentazione aggiuntiva rispetto a quella già nota all’EMA.

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