COVID-19, Gallera: “La crescita dei ricoveri in terapia intensiva preoccupa tutti”

L’assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera commenta l’aumento dei contagi e non esclude la riapertura dell’ospedale COVID alla fiera di Milano.

La Lombardia continua ad essere la Regione più colpita dal coronavirus COVID-19, ma i dati degli ultimi giorni segnano un preoccupante aumento dei nuovi casi in altre Regioni, dal Lazio alla Campania. Se per mesi la Lombardia è stata la Regione col più alto numero di persone positive (9.361 al 4 ottobre 2020), a breve quel triste primato potrebbe passare alla Campania (7.400 i positivi attuali) o al Lazio (7.933).

L’assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera, un po’ più defilato in questi ultimi mesi dopo un periodo – quello in cui la situazione nella Regione era assolutamente drammatica – in cui era protagonista insieme al Presidente Fontana di conferenze stampa quotidiane che l’avevano portato, in piena emergenza, ad ipotizzare anche una sua candidatura a sindaco di Milano, torna a parlare della pandemia e della situazione in Lombardia.

Intervistato dall’Huffington Post, però, Gallera dimostra di non aver perso quell’orgoglio che per mesi lo ha portato ad elogiare il proprio operato in Lombardia anche quando i fatti lo contraddicevano in modo evidente. E così, di fronte alla crescita dei contagi in Lombardia, Gallera prova a puntare l’attenzione altrove:

Siamo sempre all’erta, ma i numeri dicono che la Lombardia è agli ultimi posti per indice di contagiosità. Nel Lazio, che ha la metà dei nostri abitanti, ci sono 711 ricoverati, in Campania 434. Da noi sono 293. Non è in corso una gara, ma è un dato oggettivo. Stiamo messi meglio.

Posti letto e terapie intensive. Qual è la situazione in Lombardia?

Gallera ha ragione sul fatto che la Lombardia è anche la Regione in cui si fanno quotidianamente più tamponi (14.795 nelle ultime 24 ore contro i 12.817 del Veneto, 11.737 del Lazio e 7.250 in Campania), ma a preoccupare, come nel resto d’Italia, non sono tanto i nuovi positivi quanto il lento e costante aumento delle ospedalizzazioni e dei posti letto occupati in terapia intensiva.

In Lombardia la situazione è sotto controllo e al momento non sembra necessario pensare di riaprire i due capienti e discussi ospedali COVID, quello alla fiera di Milano e quello alla fiera di Bergamo:

La crescita, sia pure lenta, dei ricoveri in terapia intensiva, preoccupa tutti. Nei mesi della crisi siamo arrivati a 1808 posti in terapia intensiva, con un aumento del 130 per cento. […] superati i 150 posti di terapia intensiva collocati nei 17 hub scatta l’apertura dei due ospedali in fiera, quello a Milano e a Bergamo.

Pronti ad accogliere i malati del Sud

Nel commentare l’aumento dei contagi nel sud del Paese, Gallera ha già dato disponibilità ad accogliere in Lombardia, nel caso in cui ci fosse necessità, le persone colpite dal COVID-19 nelle regioni del sud:

Nei mesi scorsi da parte di alcuni esponenti regionali ma anche giornali del Sud c’è stato quasi come un compiacimento sadico per quello che stava succedendo in Lombardia. Ma non c’è una guerra Nord contro Sud, per questo noi non replichiamo. Con la gran parte dei governatori del Sud il rapporto è sempre stato buono. Non dimentichiamo che una parte dei nostri pazienti in terapia intensiva è stata ricoverata in Puglia, in Sicilia. Noi siamo qui, eventualmente ce ne fosse bisogno, pronti a fare la nostra parte.

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