Virus e varianti. L’ECDC: “Rischio diffusione molto alto”. Cosa bisogna fare?

L’ECDC aggiorna il rischio di diffusione del virus a livello europeo con le tre varianti in circolazione: le raccomandazioni e le previsioni.

La variante inglese del virus SARS-CoV-2 si sta diffondendo in tutta Europa e sempre più Paesi stanno correndo ai ripari con lockdown o misure restrittive alternative. La Germania ha già esteso le chiusure fino al 7 marzo, la Francia annuncerà a breve misure più restrittive e l’Italia si sta rendendo conto soltanto in questi giorni del grado di diffusione delle varianti del virus che più preoccupano le autorità sanitarie, quella sudafricana e quella brasiliana.

Nel giorno in cui anche in Italia si riaccende il dibattito sulla necessità di un lockdown duro per mettere un freno alla diffusione dei contagi, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha diffuso l’ultima analisi di rischio per i Paesi dell’UE anche sulla base degli ultimi dati disponibili sulla diffusione delle varianti del virus a livello europeo.

Gli esperti dell’ECDC valutano il rischio associato ad una ulteriore diffusione del COVID-19 nell’UE come “alto/molto alto per la popolazione complessiva e molto alto per gli individui vulnerabili“. Nel lungo rapporto che potete consultare a questo indirizzo. La valutazione di basa sulla più alta trasmissione del virus, le prove della severità dei sintomi dell’infezione per le varianti del virus e la parziale efficacia dei vaccini già disponibili in Europa nei confronti delle tre varianti più preoccupanti.

COVID-19 e varianti. La diffusione in Europa all’inizio del 2021

L’ECDC ha diffuso oggi una mappa che illustra lo stato della diffusione delle varianti del virus SARS-CoV-2 a livello europeo sulla base dei campioni che i vari Paesi hanno rianalizzati tra la fine del 2020 e le prime settimane del 2021, inclusi quelli arrivati nei giorni scorsi dall’Italia, dove la variante inglese avrebbe una diffusione di poco inferiore al 18%.

COVID-19 e varianti Diffusione UE

COVID-19 e varianti. I dati sull’efficacia dei vaccini secondo l’ECDC

Il rapporto dell’ECDC ha aggiornato anche la tabella sull’efficacia dei vaccini già in commercio e quelli in arrivo sulle tre varianti del virus più diffuse – inglese, sudafricana e brasiliana – ma ad oggi le certezze sono ancora poche. Solo il vaccino di AstraZeneca e dell’Università di Oxford, tra quelli già disponibile, ha dimostrato un’alta efficacia nei confronti della variante inglese, ma sono arrivati buoni segnali anche da Johnson & Johnson e da Novavax.

Non esistono abbastanza dati, invece, sull’efficacia del vaccino di Moderna e di quello di BioNTech/Pfizer per le tre varianti del virus.

COVID-19 e varianti Efficacia Vaccini

Le raccomandazioni dell’ECDC ai Paesi UE

Di fronte a questi dati il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie i Paesi UE dovrebbero mettere in atto interventi “immediati, duri e decisivi“, quelli che l’EDCD definisce “interventi non farmaceutici“, vale a dire tutte quelle misure di contenimento e limitazione della diffusione del virus come chiusure, distanziamento sociale e dispostivi di protezione individuale:

Sebbene i vaccini possano mitigare l’effetto di una sostituzione delle varianti più trasmissibili, allentare prematuramente le misure porterebbe ad un rapido aumento del tasso di incidenza e della mortalità.

L’EDCD sottolinea che una implementazione efficiente o un rafforzamento delle misure per limitare il contagio continuano a rimanere la risposta essenziale alle circolazione del virus e delle sue varianti. Allo stesso tempo, mentre gli spostamenti e le attività dei cittadini devono rimanere limitati, si deve potenziare il più possibile la campagna di vaccinazione.

In parallelo, però, tutti i Paesi dovranno continuare a sviluppare o aumentare le proprie capacità di sequenziamento del virus, così da avere una panoramica sempre aggiornata del livello di diffusione del virus e delle sue varianti, isolare i casi e tracciare i contatti a loro collegati così da limitare il più possibile la diffusione delle varianti.

Cosa succederebbe senza gli interventi suggeriti dall’ECDC?

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ha fatto anche una proiezione di quello che potrebbe succedere nei prossimi mesi se le misure suggerite non saranno adottate dai Paesi UE, evidenziando il rischio concreto che una delle tre varianti del virus possa andare a sostituire quella più nota e più diffusa. Un rischio che, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, l’Italia non deve affatto sottovalutare:

Il risultato dell’indagine ci dice che nel nostro Paese, così come nel resto d’Europa (in Francia la prevalenza è del 20-25%, in Germania sopra il 20%), c’è una circolazione sostenuta della variante, che probabilmente è destinata a diventare quella prevalente nei prossimi mesi.

COVID-19 e varianti Proiezioni 2021

L’ECDC nella sua proiezione si concentra sulla mortalità dell’infezione. Se il ceppo più diffuso sarà sostituito e non saranno adottate le misure suggerite si potrebbe assistere ad un picco della mortalità entro giugno 2021 (linea arancione). La curva potrebbe essere mitigata con l’aumento delle vaccinazioni (linea verde), mentre un ritardo delle vaccinazioni potrebbe portare comunque ad un aumento della mortalità (linea blu).

La proiezione dell’ECDC si basa su un punto di partenza fondamentale: le misure di contenimento e mitigazione dell’epidemia devono rimanere in vigore per l’intero periodo preso in considerazione (da marzo ad ottobre 2021). Ogni allentamento che rischia di favorire la circolazione del virus potrebbe quindi peggiorare la proiezione fatta dagli esperti europei.

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