Coprifuoco abolito o solo spostato? Gli scenari

Sono in tanti, dentro e fuori dal governo, a chiedere di allentare una delle misure più longeve di questa pandemia

Con l’avvicinarsi dell’estate e con il numero dei contagi in calo (qui il bollettino del 10 maggio), la politica si interroga su uno dei provvedimenti più discussi e divisivi, il coprifuoco. Imposto ormai da novembre, è una delle poche misure mai cambiate nonostante l’andamento disomogeneo della pandemia.

Così, con le graduali riaperture consentite in zona gialla, la politica chiede che la restrizione venga quantomeno rivista. C’è chi chiede lo spostamento alle 23, se non alle 24, e chi invece, come la Lega, lo vorrebbe abolire del tutto. Curiosamente, è sulla stessa lunghezza d’onda del partito di Salvini anche Italia Viva, che oltre a chiederne la cessazione ha anche annunciato una mozione al Senato. Una delle ragioni principali a sostegno – quantomeno – di un allentamento della misura è che, con la possibilità concessa ai ristoranti di aprire anche a cena, il coprifuoco cozzerebbe con la possibilità di tenere il locale operativo anche per il “secondo turno”, dalle 22 in poi.

Le posizioni del governo

Il fronte di chi vorrebbe liberarsi del coprifuoco è sempre più ampio, ed è un dato importante perché in settimana la cabina di regia valuterà se ritardare o meno la misura e se concedere nuove aperture, dalla possibilità per i centri commerciali di accogliere nuovamente i clienti nei weekend al consentire nuovamente i matrimoni. A sostegno, anche la circostanza che la campagna vaccinale sta procedendo  a ritmi abbastanza sostenuti, con poco meno di 500mila dosi giornaliere somministrate di media al giorno. Incoraggiante pure il dato dei contagi, con un -23% segnato la scorsa settimana rispetto alla precedente.
Nessuno, al momento, sembra contrario all’idea di liberarsi del coprifuoco. A La7, Davide Faraone di Iv ha usato parole molto chiare: 
Credo che sia giunto il momento in cui bisogna essere molto più determinati: bisogna abolire il coprifuoco. Occorre essere molto più coraggiosi nelle scelte ora che i dati ci consentono di farlo. Molti continuano a parlare come se la campagna vaccinale non ci fosse. Se cambiano i numeri bisogna cambiare anche lo schema di gioco
Sembra più cauto invece il premier Mario Draghi, che pochi giorni fa ha parlato di misure da prendere gradualmente, soprattutto usando la testa.  C’è però chi, nel governo, si espone, come il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri: “Tra due settimane il limite delle 22 si potrà spostare“, fino a mezzanotte, come ha dichiarato a Il Messaggero. Non ha però parlato di abolizione, di cui anzi si è detto contrario. Per il sottosegretario, entro la fine di giugno i ristoranti potranno lavorare anche al chiuso e alcune regioni potrebbero entrare in fascia bianca, dato l’avanzamento della campagna vaccinale.

Pure il Pd

Anche personalità importanti del Partito democratico hanno espresso la loro opinione sulla possibilità di modificare l’attuale impostazione del coprifuoco. Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia-Romagna, ha detto che ci sono le condizioni per spostare il coprifuoco almeno di un’ora, se non due, per “dare respiro agli operatori economici”, ma “senza abbassare la guardia nella lotta al virus”. Bonaccini ne ha parlato al Corriere della Sera.
Posizioni su cui è d’accordo anche Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell’Anci: “Spero si allenti progressivamente, fino a eliminarlo del tutto”, ha detto in un’intervista. “Il coprifuoco è incompatibile con le abitudini degli italiani, e di sicuro non potrà durare fino a luglio. Immagino che quest’estate sarà rimandato progressivamente fino alla completa eliminazione”.

I Video di Blogo

Ultime notizie su Coronavirus

Tutto su Coronavirus →