Consiglio UE, il Senato approva la risoluzione sulla riforma del MES

Dopo la Camera, anche il Senato ha dato il via libera alla riforma del MES dopo il lungo intervento del premier Conte alla vigilia del Consiglio Europeo.

Senza particolari colpi di scena, se si esclude lo show di Matteo Renzi che era ampiamente previsto e prevedibile dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi, il Senato ha approvato la riforma del MES con 156 voti a favore e 129 contrari e 4 astenuti.

L’intervento del premier Conte al Senato

Alla vigilia del Consiglio Europeo, uno dei più importanti degli ultimi mesi, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha riferito oggi in Parlamento per illustrare in modo chiaro quale sarà la posizione dell’Italia nella due giorni in programma il 10 e l’11 dicembre.

Lo stallo provocato da Polonia e Ungheria sembra ormai prossimo ad una risoluzione e il premier Conte, come già fatto a più riprese, non ultimo durante l’incontro con l’omologo spagnolo Sanchez solo pochi giorni fa, premerà affinché l’avvio di Next generation EU e del nuovo Quadro finanziario pluriennale siano il più tempestivi possibili:

Porrò con la massima determinazione e urgenza l’esigenza che l’ambizioso programma di investimenti e riforme, finanziato con debito comune, per il quale l’Italia si è spesa fin dall’inizio della crisi pandemica, possa essere avviato nel più breve tempo possibile. I cittadini dei ventisette Stati membri non perdonerebbero un segnale che contraddica lo storico accordo raggiunto sull’adozione di strumenti centrali per la ripresa sociale ed economica e che rappresentano un profondo – e, aggiungo, irreversibile – cambiamento di paradigma nelle politiche economiche perseguite dall’Unione europea. Per la prima volta, infatti, questa si è fatta promotrice di politiche espansive, finanziate da strumenti di debito autenticamente europeo e orientate al raggiungimento di strategie condivise e obiettivi comuni.

Conte si detto fiducioso circa lo sblocco del negoziato con Polonia e Ungheria, ma la notizia è arrivata proprio oggi e i contorni sono ancora tutti da chiarire e verificare nel corso dei prossimi due giorni.

Conte non chiude al MES. Deciderà il Parlamento

Tra i temi più caldi nel dibattito politico in Italia c’è la riforma del Meccanismo europeo di stabilità (MES). Conte ha spiegato questa sera al Senato che l’Italia si farà “promotrice di una proposta innovatrice, che porti a superare la sua natura di accordo intergovernativo, legato a un paradigma, che ritengo ormai obsoleto rispetto alle sfide che abbiamo davanti“:

L’obiettivo è quello di integrare il nuovo MES nel quadro dell’intera architettura europea, anche al fine di assicurare un maggiore raccordo con le istituzioni dell’Unione, che, certamente, offrono maggiori garanzie di trasparenza e democraticità. Il modello al quale ispirarsi, nel costruire a livello europeo gli strumenti di politica economica del futuro ce lo abbiamo ormai davanti ed è, certamente, Next generation EU.

A decidere se aderire o meno al nuovo MES sarà il Parlamento italiano. Su questo Conte è stato molto chiaro, così come è stato chiaro l’invito a non chiudere totalmente al MES:

Se proviamo ad alzare la testa ed a gettare lo sguardo in una prospettiva più ampia rilevo che per cambiare l’Europa, soprattutto alla luce della drammatica crisi vissuta in questi mesi, riteniamo decisivo ben altro percorso. In questa prospettiva, ritengo che debbano essere riconsiderate in modo radicale – l’ho già anticipato – struttura e funzione del MES, affinché sia trasformato in uno strumento completamente diverso.

Conte lancia l’ennesimo appello all’unità

Il premier Conte ha voluto concludere il suo intervento al Senato con l’ennesimo appello al dialogo e all’unità alle forze di opposizione:

Rimane sempre quel che ho ribadito in altre sedi e circostanze: il tavolo del confronto con le opposizioni resta sempre aperto, ma è importante anche che ci sia la massima coesione delle forze di maggioranza. È importante parlarsi, così come lo sono il confronto dialettico e la varietà di posizioni, nonché superare, in una sintesi superiore, con spirito costruttivo, la varietà di opinioni, perché non dobbiamo mai disperdere le energie.

E nella stessa sede ha voluto sottolineare qualcosa che, almeno stando alle recenti dichiarazioni dei principali esponenti della maggioranza, sembra più un invito che un dato di fatto: la maggioranza è coesa e questo permetterà a Conte di avere una posizione più forte in Europa.

La coesione delle forze di maggioranza ci consente – stiamo parlando di un prossimo Consiglio europeo e di un futuro importante per l’Europa – di continuare a battersi in Europa. Vi assicuro che ci metterò tutta la più ferma determinazione nel fornire il giusto contributo critico e anche il coraggio necessario a sostenere un programma di riforme come quello in corso e anche il processo di rinnovamento che si preannuncia per le istituzioni europee. Tra un po’, infatti, inizierà la conferenza sul futuro dell’Europa, nella quale dovremo misurare la nostra capacità di incidenza, la nostra energia rinnovatrice e su questo – state certi – lanceremo una sfida ambiziosa pure agli altri Governi europei.

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