Come procede il piano vaccinale in Italia

È stato raggiunto il target di 500mila dosi somministrate al giorno? Quante dosi sono state consegnate e quante sono previste dal piano vaccinale?

Nel primo trimestre del 2021 sono state consegnate quasi 16 milioni di dosi di vaccino, raggiungendo il target previsto dal piano vaccinale del commissario straordinario all’emergenza COVID-19 Francesco Paolo Figliuolo. Per i mesi di aprile, maggio e giugno sono attese 52,48 milioni di dosi. Nel piano Figliuolo sono comprese anche 7,31 milioni di dosi del vaccino tedesco Curevac, che secondo il direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco Nicola Magrini dovrebbe essere valutato dall’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) «entro fine maggio, massimo metà giugno».

LE DOSI DI VACCINO CONSEGNATE AL 6 MAGGIO…

In questa tabella sono indicate in giallo le dosi totali attese per i mesi di aprile, maggio e giugno per singolo vaccino e in blu il totale delle dosi consegnate dal 1 aprile al 6 maggio 2021.

Fonte: commissariato straordinario COVID-19. Rielaborazione grafica per Blogo.it

…E DALL’INIZIO DELLA CAMPAGNA VACCINALE

Nella tabella sono indicati: in blu il numero di dosi di vaccino attese tra 1 gennaio e giugno 2021; in giallo il numero di dosi di vaccino arrivate tra 1 gennaio e il 6 maggio 2021; in verde il numero di dosi di vaccino somministrate tra 1 gennaio e il 6 maggio 2021.

Fonte: report vaccini, Governo. Rielaborazione grafica per Blogo.it

COME PROCEDE IL PIANO VACCINALE: TARGET

Il piano vaccinale pubblicato a marzo stabiliva un target di 500mila vaccinazioni giornaliere a partire dalla settimana 14-20 aprile. Secondo il piano, alla fine di luglio il numero di somministrazioni dovrebbe essere di circa 70milioni di dosi, con un immunità di gruppo al 60%. Gli step successivi sarebbero:

  1. fine agosto, più di 80milioni di dosi somministrate e immunità di gruppo al 70%;
  2. 15-21 settembre, quasi 100milioni di dosi somministrate e immunità di gruppo all’80%;
  3. 29 settembre-5 ottobre, superata la soglia di 100milioni di dosi somministrate e immunità del 100% della popolazione.

La media mobile a 7 giorni di dosi somministrate ogni giorno in Italia è di 441.024 dosi. Secondo quando calcolato dal datalab del Sole24Ore, il ritmo attuale delle vaccinazioni permetterebbe di raggiungere il 70% di immunità di gruppo il 22 settembre 2021. Il periodo reale richiesto per raggiungere l’obiettivo sarebbe dunque superiore a quello previsto dal piano del generale Figliuolo, che indicava il raggiungimento del target a fine agosto 2021.

Come si vede nel grafico, dopo i picchi del 29 e del 30 aprile 2021, giorni in cui sono state somministrate rispettivamente 522.464 dosi e 520.040 dosi, le dosi giornaliere si sono stabilizzate al di sotto delle 500mila

Fonte: governo. Rielaborazione grafica per Blogo.it

VACCINO ASTRAZENECA PER TUTTI?

Mercoledì 5 maggio il ministro della Salute tedesco Jens Spahn ha annunciato la possibilità, per chiunque voglia, di vaccinarsi con Astrazeneca. Una decisione che supera la suddivisione per fasce prioritarie e che permetterebbe di vaccinarsi «indipendentemente da età, patologie pregresse e categoria professionale».

L’idea del governo tedesco è di permettere a tutti gli adulti che lo desiderano di potere prenotare un appuntamento per la prima dose già nel mese di giugno, con l’obiettivo di concludere la somministrazione delle prime dosi entro settembre 2021. Il ministro Spahn ha parlato anche di una «maggiore flessibilità» nella gestione dell’intervallo di somministrazione tra le due dosi del vaccino Astrazeneca. Non è ancora chiaro di quanto potrebbe essere ridotto il periodo di tempo che intercorre tra le due somministrazioni. Sul sito di EMA è indicato che «la seconda dose (di Astrazeneca, ndr) deve essere somministrata tra le 4 e le 12 settimane dalla prima», ma ciascuna agenzia nazionale del farmaco potrebbe optare per un periodo di tempo diverso. In Germania il periodo previsto è di 12 settimane di distanza tra la prima e la seconda dose; in Italia l’AIFA ha precisato che la seconda dose deve essere somministrata nel corso della dodicesima settimana successiva alla prima iniezione o, in alternativa, «comunque a una distanza di almeno dieci settimane dalla prima dose».

Nel pomeriggio di giovedì 6 maggio il sottosegretario alla Salute Andrea Costa ha spiegato al programma radiofonico di Radio1 “Un giorno da pecora” che «il vaccino AstraZeneca si potrebbe fare anche agli under 60 e non è detto che nei prossimi giorni non ci siano novità in questo senso». Il 3 maggio il commissario Figliuolo aveva spiegato come la decisione di estendere nuovamente il vaccino Astrazeneca a persone di età inferiore ai 60 anni fosse già oggetto di valutazione da parte dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’AIFA.

«I vaccini vanno impiegati tutti. Astrazeneca è consigliato a determinate classi, ma l’Ema dice che va bene per tutti […] Dobbiamo impiegare tutto ciò che abbiamo, altrimenti il ritmo della campagna vaccinale non raggiungerà gli obiettivi previsti […]. È probabile che nell’arco della rolling review si possa valutare l’estensione anche agli under60. Ne stiamo parlando con il Cts, l’Iss e l’Aifa in base a studi fatti in Gran Bretagna. I vaccini vanno impiegati tutti».

Ciò che ancora non è chiaro è quante dosi di vaccino arriveranno nelle prossime settimane e se le case farmaceutiche rispetteranno le consegne previste dal piano vaccinale. Dall’inizio del mese di maggio, come abbiamo riportato nella prima parte di questo articolo, l’unica comunicazione proveniente dal commissariato straordinario riguarda la consegna di 2,1 milioni di dosi di vaccino Pfizer e 360mila di vaccino Moderna. L’ultimo carico di vaccino Astrazeneca risale al 29 aprile, giorno in cui vennero consegnate oltre due milioni di dosi.

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