Canale di Suez, la nave Ever Given non è più incagliata

Il traffico dovrebbe riprendere una volta che la nave verrà spostata in un’area di attesa in una sezione più ampia del canale

Grazie al lavoro di 12 rimorchiatori (tra questi l’italiano Carlo Magno) e all’acqua salita grazie a un picco di marea di 2,1 metri, la nave portacontainer Ever Given, lunga 400 metri, che ha bloccato il Canale di Suez per quasi una settimana è stata “riorientata per l’80% nella giusta direzione”. A dirlo con un comunicato è il direttore dell’Autorità del Canale di Suez, Osama Rabie. L’enorme imbarcazione finalmente si muove e adesso galleggia. Le operazioni per liberarla sono andate avanti per giorni, e nella notte tra domenica e lunedì con l’aiuto dell’alta marea la nave è stata spostata, riportandosi in posizione quasi parallela al canale.

LA SVOLTA

La Ever Given ha bloccato una delle rotte commerciali più trafficate del mondo, costringendo le compagnie a deviare le navi e causando lunghe code. Circa il 15% del traffico marittimo mondiale transita nel Canale di Suez, che è una delle principali fonti di entrate in valuta estera per l’Egitto. L’attuale interruzione costa al canale dai 14 ai 15 milioni di dollari al giorno. Almeno 369 navi erano in attesa di transitare nel canale, comprese dozzine di portacontainer, portarinfuse, petroliere e navi a gas naturale liquefatto (GNL) o gas di petrolio liquefatto (GPL). “È molto probabile che entro oggi a mezzogiorno l’attività di navigazione riprenda. Non sprecheremo un secondo”, ha detto Rabie alla televisione di stato egiziana.

L’acqua ad alta pressione sarebbe stata iniettata sotto la prua della nave per rimuovere sabbia e argilla. L’approccio adottato per liberare la nave è stato quello di affiancarla con diverse navi-rimorchio su ciascun lato, e di allargare gli argini del canale con delle escavatrici. Le tariffe di spedizione per le navi cisterna di prodotti petroliferi sono quasi raddoppiate dopo che la nave è rimasta bloccata e il blocco ha interrotto le catene di approvvigionamento globali, minacciando costosi ritardi per le aziende. Il traffico dovrebbe riprendere una volta che la nave verrà spostata in un’area di attesa in una sezione più ampia del canale.

CALA IL PREZZO DEL PETROLIO

I primi risultati dello sblocco del Canale di Suez hanno fatto calare immediatamente il prezzo del petrolio. Sul mercato il greggio Wti del Texas è sceso sotto la soglia dei 60 dollari con un calo del 2,2 a 59,5 dollari al barile. Arretra anche il Brent del Mare del Nord a 63,3 (-1,9%).Tra le 369 imbarcazioni in coda ci sono anche una trentina di petroliere. L’azienda di trasporti Maersk ha fatto sapere quest’oggi hanno tre navi bloccate nel canale di Suez e altre 29 in ​​attesa di entrare. 15 imbarcazioni sono state reindirizzate verso il capo di Buona Speranza, all’estremità meridionale dell’Africa. Secondo il colosso danese potrebbero essere necessari 6 giorni o più per il passaggio dell’intera coda. Osama Rabie, intanto, esulta per il lavoro svolto finora. “Mi complimento con gli eroici soccorritori – ha scritto in una nota – avevamo fiducia al 100% nel loro operato“.