Braccio di ferro Salvini-Speranza: la Lega vuole tutto aperto il 2 giugno

Continua il bailamme tra la Lega e il resto della maggioranza: per Speranza, Salvini fa campagna elettorale sulle difficoltà delle persone

Matteo Salvini continua a fare opposizione dall’interno del governo per raccattare voti. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, bolla così le continue richieste di riaperture da parte del leader della Lega. La questione è ormai diventata un vero e proprio tormentone, anche se il premier Mario Draghi va dritto per la sua strada. Abbaia, tanto il cane che abbaia molto non morde, pensa evidentemente il presidente del Consiglio, che ha con sé un’ampia maggioranza e anche se il Carroccio ad un certo punto decidesse di staccarsi per tornare dalla Meloni all’opposizione, per l’esecutivo cambierebbe poco o nulla.

La Lega vuole tutto aperto entro il 2 giugno

Le riaperture sono un tema serio che va affrontato con le pinze, poiché in un anno abbiamo sperimentato sulla nostra pelle quanto sia stato breve il passo dall’estate di totale libertà all’autunno-inverno nuovamente da reclusi. La Lega continua a spingere e dopo aver prospettato al premier un piano per le riaperture sostanzialmente con la reintroduzione delle zone gialle, oggi il ministro per il Turismo, Massimo Garavaglia, ha rilasciato un’intervista a La Stampa in cui chiede sostanzialmente che sia riaperto tutto entro il 2 giugno. Nei prossimi giorni, fa sapere il ministro, la cabina di regia inizierà a studiare le riaperture sulla base della curva epidemiologica perché “ogni settimana che passa perdiamo pezzi di Pil e non ce lo possiamo permettere”. Secondo l’agenda di Garavaglia, ad aprile “si possono aprire attività come la ristorazione, appena ci sono le condizioni”, mentre “a maggio, almeno per le spiagge, con protocolli rafforzati all’inizio” potrebbe partire la stagione turistica.

Difficile al momento dire nettamente sì o no, perché oltre ai contagi bisognerà fare i conti con il piano vaccinale, che nonostante le recenti accelerazioni rimane in forte ritardo rispetto ai tempi. Si dovevano vaccinare 500mila persone al giorno già da fine marzo, invece ora questo traguardo è slittato a fine aprile. Soprattutto per via dei ritardi nelle consegne delle dosi: con questo quadro di incertezza si può forzare la mano? Su questo argomento anche Garavaglia è più cauto: “Ovviamente dipende dal piano vaccinale. Da tempo diciamo che dobbiamo programmare. Sappiamo che, finché i numeri non lo consentono, bisogna essere molto prudenti”. Di sicuro, il ministro ha ragione quando sottolinea che “ci sono attività che puoi aprire il giorno dopo: per esempio domani una Regione è in arancione e allora i parrucchieri possono riaprono. Ci sono invece delle attività che hanno bisogno di settimane se non di mesi di anticipo per programmare l’apertura. Ogni settore ha una storia a sé”.

Il discorso va poi allargato agi spostamenti internazionali, perché le bellezze d’Italia sono meta di turisti provenienti da ogni dove, ma senza il green pass è difficile programmare e anche su questo aspetto si prospettano tempi lunghi. “I tempi dell’Europa non sono ancora certi, si parla di 15 giugno. Secondo noi bisogna anticipare un po’ per garantire la circolazione nei tempi giusti e per programmare la stagione estiva”, aggiunge gara vaglia, che poi parla anche di Isole covid free. Un progetto “si può fare ed è anche opportuno farlo perché se lo faranno gli altri e noi no, lo svantaggio diventerà enorme. Se la Grecia dice che aprirà il 15 maggio a patto che si abbia il tampone negativo, oltre a garantire isole covid free, mentre noi stiamo fermi, allora perderemo di competitività”.

Il no alle isole Covid-free

Una proposta che non trova affatto d’accordo gli esponenti di centro-sinistra, a partire dal governatore dell’Elimina Romagna, Stefano Bonaccini: “Mi auguro che il ministro del turismo Garavaglia rigetti immediatamente la proposta di ‘isole Covid free’. Non possono esserci località turistiche privilegiate a discapito di altre”. “Piuttosto il governo si dia da fare perché arrivino più dosi possibili per vaccinare nel più breve tempo possibile e lavori per il passaporto vaccinale, con regole uguali per tutti a livello europeo”, aggiunge.

Mi auguro che il ministro del turismo Garavaglia rigetti immediatamente la proposta di “isole covid free”. Non possono…

Posted by Stefano Bonaccini on Sunday, April 11, 2021

Speranza e la Lega che raccatta voti sulle difficoltà della gente

Roberto Speranza, dal canto suo, non cambia il suo atteggiamento di fronte alle richieste della Lega, che continua a bollare come pretestuose e aventi un secondo fine. A Repubblica, l’esponente di LeU ribadisce che molto dipenderà dalle vaccinazioni e ricorda che “la curva delle ultime settimane si è piegata grazie alle misure attuate. Ma a causa della variante inglese il livello di contagio è ancora molto alto e la pressione sui presidi sanitari assai significativa”. Insomma, il ministro della Salute è dell’avviso che “ad aprile convenga tenere ancora la massima prudenza”, mentre a maggio “ci possono essere le condizioni per misure meno restrittive come quelle della zona gialla”. Del resto, è l’ennesima replica alla Lega, “tutti sanno che le scelte fatte dal governo sono sempre passate dal cdm e approvate all’unanimità (Lega compresa, dunque, ndr). Su Salvini dico solo che trovo incomprensibile l’atteggiamento di chi sta al governo e si comporta come se fosse all’opposizione, con l’obiettivo mal celato di raccattare qualche voto sulle difficoltà vere di tante persone. A quelle persone non dobbiamo vendere illusioni, ma dare risposte concrete: significa sostegni e costruzione di un percorso di graduale riapertura”.

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