Australia, nuovo lockdown a Melbourne e Australian Open a porte chiuse

Le autorità locali hanno ordinato un lockdown di cinque giorni nel tentativo di arginare la comparsa di una variante del coronavirus

I contagi da Coronavirus in Australia ormai da mesi sono molto contenuti rispetto agli altri paesi del mondo. La strategia Zero COVID adottata già da tempo ha portato i suoi frutti, limitando concretamente la diffusione del virus. Ed è quello che sta accadendo negli ultimi giorni a Melbourne, dove le autorità locali hanno ordinato un lockdown di cinque giorni nel tentativo di arginare la comparsa di una variante del coronavirus.

IL COVID IN AUSTRALIA

L’andamento dell’epidemia in Australia

Lo scorso 1 novembre in Australia non è stato registrato nessun caso di contagio locale di Covid-19. Non accadeva dal 9 giugno e da allora, un focolaio scoppiato nello stato del Victoria ha portato le autorità a decretare un rigido lockdown e un coprifuoco per i cinque milioni di abitanti di Melbourne. Questa la procedura che viene presa quando si verificano focolai anche se contenuti nei numeri. Per le autorità australiane è stato, e lo è tuttora, necessario imporre un lockdown totale duro fino ad eradicare quasi completamente l’infezione nel Paese, con casi attivi di infezioni il più possibile vicino allo zero. Una volta conclusa la fase di lockdown deve scattare l’attività di ricerca, test, tracciamento ed isolamento dei casi: ogni singolo caso di infezione deve essere identificato ed isolato, così come i suoi contatti più stretti, al fine di stroncare sul nascere la formazione di nuovi focolai.

Ed è quello che è accaduto nelle scorse settimane a Perth, nella regione di Peel (a Sud di Perth) e nel Sud-Ovest del territorio. Lo Stato dell’Australia Occidentale ha imposto un lockdown di 5 giorni. La decisione era stata presa poiché si sospettava che un dipendente di un hotel adibito alle quarantene, risultato positivo al tampone anti-Covid, aveva contratto la variante inglese del coronavirus. E le chiusure sono state rigide nonostante si trattasse di un solo contagio. I residenti potevano uscire di casa solo per fare la spesa, per ragioni mediche e per poche altre eccezioni come per fare attività fisica ma solo nel loro quartiere.

NUOVO LOCKDOWN A MELBOURNE

Il rigidissimo protocollo sanitario attuato per tenere sotto controllo la diffusione del virus ha portato ad un nuovo lockdown a Melbourne. Nei giorni scorsi sono stati registrati 13 casi positivi che erano entrati in contatto con lavoratore in quarantena infettato in un hotel della città. Il premier dello Stato di Victoria, Daniel Andrews, ha spiegato che la misura è necessaria per combattere il ceppo “iperinfettivo” che, secondo lui, potrebbe essersi già diffuso. “Questo è il ceppo di coronavirus che si muove più velocemente e più contagioso che abbiamo visto“, ha dichiarato. Gli abitanti dello stato di Victoria possono lasciare le loro case solo per lo shopping essenziale, l’assistenza sanitaria, il lavoro essenziale o l’istruzione consentita, o l’esercizio per due ore al giorno solo con i membri della famiglia. Le persone devono rimanere entro un raggio di 5 km da casa. Le restrizioni di questa tappa 4 si concluderanno alle 23:59 di mercoledì 17 febbraio.

AUSTRALIAN OPEN A PORTE CHIUSE

Doveva essere il primo grande evento sportivo aperto al pubblico, ma il lockdown imposto dallo Stato di Victoria ha ribaltato la situazione. Il torneo di tennis dell’Australian Open continuerà ma a porte chiuse. E le misure sono state adottate già durante il match del terzo turno tra Novak Djokovic e Taylor Fritz. Nel corso del quarto set alla Rod Laver Arena, la gara è stata interrotta per qualche minuto per consentire al pubblico di defluire e tornare a casa prima della mezzanotte. Decisione che non è stata accolta con approvazione dagli spettatori presenti sugli spalti.

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