Anche Mario Draghi è stanco del comportamento di Matteo Salvini

Il premier Draghi è sempre più irritato dal comportamento di Matteo Salvini, sempre a caccia di consensi a scapito dei progetti del governo.

Matteo Salvini continua a fare quello che, dopo averlo visto all’opera per anni, chiunque si aspetterebbe da Matteo Salvini. E Draghi inizia ad essere stufo e irritato. Il leader della Lega guarda solo e soltanto ai consensi e gli ultimi sondaggi l’hanno messo di fronte all’amara realtà dei fatti: la scelta di Giorgia Meloni di rimanere all’opposizione, dimostrando quel minimo di coerenza che a Salvini è sempre mancata, si sta rivelando una strategia vincente.

Meloni continua a macinare consensi, Salvini continua a perderli. Attendere la naturale scadenza di questa legislatura per tornare al voto significherebbe, e questo il leader della Lega lo sa bene, arrivare indebolito al 2023 perdendo lo scettro di leader del centrodestra a discapito di Giorgia Meloni, che a quel punto avrebbe pieno diritto di dettare la linea della coalizione.

Tenere il piede in due staffe non è una strategia vincente. Non lo è stato finora e non lo sarà nel prossimo futuro. Da un lato Salvini sa che i consensi potrebbero aumentare se finisse all’opposizione, ma dall’altro uscire dall’esecutivo significherebbe essere la persona che si è defilata da un governo per la seconda volta in poco più di due anni. Perdita di credibilità e perdita di consensi. Il peggior incubo di Salvini.

Qual è il piano di Salvini?

Il piano di Salvini è chiaro. Spingere per Draghi al Quirinale nel post-Mattarella, tornare al voto e sfruttare i suoi consensi per guidare il nuovo esecutivo insieme a Giorgia Meloni, liberandosi così di quei freni che ad oggi sono rappresentanti da tutte le altre forze politiche al governo.

Ieri è stato il nuovo segretario del Partito Democratico Enrico Letta a mettere Salvini di fronte alle evidenti contraddizioni e ad invitarlo a farsi da parte se davvero convinto che l’esecutivo di cui fa parte la sua Lega non sarà in grado di fare le riforme previste e chieste dall’Europa.

Draghi non ci sta ed è sempre più stanco del comportamento di Salvini

Se Enrico Letta ha scelto l’attacco frontale, il premier Mario Draghi ha optato in queste ore per una via più diplomatica. Non ha fatto nomi e cognomi, come il suo predecessore, ma ha messo bene in chiaro di avere una road map ben precisa che prevede anche le riforme che secondo Salvini non riusciranno a vedere la luce.

Senza quelle riforme, ha spiegato Draghi, non arriveranno i soldi del Recovery Fund. Tra le righe, quindi, il messaggio è Salvini è chiaro: mettersi di traverso sulle riforme significa mettere a rischio l’erogazione dei fondi europei.

Questo, lo sappiamo, a Salvini importa ben poco. Il leader della Lega vive di consensi e non guarda in faccia nessuno pur di raggiungere l’obiettivo di tornare al governo e fare quello che da sempre promette a chi ancora oggi continua a pendere dalle sue lebbra. Si arriverà allo scontro e Salvini, ancora una volta, si tirerà fuori dal governo? Tutto dipenderà da Mario Draghi e da come deciderà di gestire il “problema” Salvini.

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