L’Alto Adige resta in lockdown fino al 14 marzo. Ulteriore stretta per 5 comuni

L’Alto Adige resterà in lockdown fino al 14 marzo. Oggi l’annuncio del presidente Kompatscher: l’incidenza del virus è ancora troppo alta.

La decisione che i cittadini della provincia autonoma di Bolzano temevano è stata annunciata dal governatore Arno Kompatscher. Il lockdown duro in vigore in tutto il territorio dell’Alto Adige sarà prolungato fino al 14 marzo prossimo.

Un lockdown duro come quello che abbiamo vissuto in Italia dal marzo dello scorso anno e che i cittadini dell’Alto Adige dovranno affrontare per altre tre settimane: le uscite dalla propria abitazione sono consentite per motivi di lavoro, motivi di salute e per acquistare beni di prima necessità. È possibile uscire anche per fare passeggiate e praticare sport individuale, a patto però si rimanere nei pressi della propria abitazione.

Bar e ristoranti restano chiusi, come tutte le attività per cui era stata disposta la chiusura temporanea con l’ordinanza dello scorso 17 febbraio, dagli estetisti ai parrucchieri, passando per palestre, centri sportivi e piscine: “sono sospesi tutti i servizi alla persona ad eccezione di lavanderie e pompe funebri”.

Confermata anche la didattica a distanza per gli studenti delle scuole medie e delle superiori, mentre dal 1° marzo potrà riprendere la didattica in presenza per asili e scuole elementari con l’eccezione dei Comuni dell’Alto Adige interessati dalla variante sudafricana del virus e dove sono in vigore misure ancora più restrittive.

Misure più restrittive per la variante africana del virus

La diffusione della variante sudafricana del virus SARS-CoV-2 ha spinto le autorità dell’Alto Adige ad imporre misure ancora più restrittive in cinque comuni del territorio: Malles Venosta, Lana, San Martino in Passiria, Caines e San Leonardo in Passiria.

Oltre ad essere vietato ogni spostamento in entrata ed uscita dal territorio comunale, chi rientra nelle eccezioni previste per la mobilità – motivi di lavoro, motivi di salute o situazioni di necessità o urgenza – dovrà portare con sé la certificazione dell’esito negativo di un test antigenico o molecolare effettuato tramite tampone, non anteriore a 72 ore.

I dati della pandemia in Alto Adige al 24 febbraio

Il prolungamento del lockdown è stato annunciato nel giorno in cui il bollettino odierno ha certificato 205 nuovi casi di COVID nel territorio dell’Alto Adige, emersi da 2.308 tamponi molecolari analizzati nelle ultime 24 ore. 150 persone, invece, sono risultate positive al COVID-19 dai test antigienici e saranno sottoposte a tampone molecolare per conferma o smentita del risultato.

Ad oggi in Alto Adige sono 227 le persone ricoverate per COVID in regime ordinario, 42 i pazienti in terapie intensiva. Sei le vittime annunciate oggi dalle autorità sanitarie della provincia autonoma di Bolzano, che portano a 1.012 le persone decedute dall’inizio della pandemia ad oggi.

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