Tokyo 2020, contagi in aumento a 100 giorni dalle Olimpiadi

L’edizione si terrà senza pubblico proveniente dall’estero, ma è in dubbio anche la presenza degli spettatori giapponesi

Mancano esattamente 100 giorni alla cerimonia inaugurale di Tokyo 2020, i Giochi della XXXII Olimpiade posticipati di un anno a causa della pandemia. Ci si aspettava che il rinvio avrebbe consentito di svolgere l’evento in totale sicurezza, con il Covid alle spalle e con la possibilità di accogliere nuovamente atleti, spettatori e addetti ai lavori tutti insieme.

Non è andata così, come purtroppo sappiamo bene. Nella seconda parte del 2020 l’andamento della pandemia è peggiorato notevolmente, e nonostante l’inizio della campagna vaccinale verso la fine dello scorso anno, molti Paesi sono ancora in difficoltà per il numero di contagi e di morti riportati quotidianamente.

Tra questi, purtroppo, anche il Giappone: nel Paese la campagna vaccinale è partita in ritardo rispetto all’Europa, a metà febbraio, e al momento solo lo 0,04% della popolazione è stato del tutto vaccinato. Preoccupa anche la situazione contagi nella capitale: solo nella giornata di ieri, a Tokyo sono stati registrati 510 nuovi casi, mentre nella prefettura di Osaka il numero di contagi nelle ultime 24 ore è salito a 1.099 casi, un record. Proprio ieri, tra le altre cose, la fiamma olimpica sarebbe dovuta passare per la città di Osaka, ma il suo percorso è stato deviato per l’alto numero di contagi (1000) registrati nelle 24 ore precedenti.

Dopo aver superato il picco a gennaio, a partire da marzo i casi hanno ripreso a crescere nel Paese: nelle ultime 24 ore sono stati registrati 3.499 nuovi casi,  25,29 per ogni milione di abitanti. Come si può vedere dal grafico, nonostante i contagi siano inferiori rispetto ai numeri europei, la curva è in crescita.

 

Nonostante tutto, le autorità giapponesi e il Cio sono a lavoro per permettere lo svolgimento dei giochi. “Durante questo periodo, faremo i nostri sforzi per prevenire la diffusione di contagi e sconfiggere il coronavirus, vorremmo poter organizzare i Giochi con tutti”, mentre John Coates, presidente della commissione di coordinamento dell’Olimpiade, ha rassicurato che la manifestazione si terrà “con inizio il 23 luglio”, sottolineando anche come l’edizione sarà “la meglio organizzata di sempre”.

No al pubblico dall’estero

La decisione è  ufficiale: le Olimpiadi di Tokyo si terranno senza pubblico proveniente dall’estero. Solo ai giapponesi, quindi, sarà possibile assistere alle gare che si terranno dal 23 luglio all’8 agosto 2021. La restrizione sarà estesa anche ai Giochi paralimpici, in programma dal 24 agosto al 5 settembre.

A dare la notizia è stata l’agenzia di stampa Kyodo, che ha citato fonti interne al governo e ha specificato come il provvedimento sia stato preso anche a causa delle numerose varianti del virus, più contagiose e quindi quasi impossibili da contrastare in situazioni di grandi assembramenti. Troppi, quindi, i rischi di dover ospitare, oltre al pubblico locale (la cui presenza, in realtà, è tutt’altro che scontata), anche gli spettatori stranieri. L’ufficialità dovrebbe arrivare a fine mese, su accordo tra il Cio, il comitato olimpico giapponese e il governo di Tokyo.

Il protocollo anti-covid

A febbraio Cio e comitato giapponese avevano messo a punto il protocollo anti contagio che atleti, allenatori e accompagnatori dovranno seguire durante la permanenza in Giappone. La guida, di 32 pagine, è consultabile qui e sarà aggiornata col passare dei mesi, a seconda delle variazioni dell’epidemia e delle campagne vaccinali nei Paesi coinvolti.

Non sarà necessario né il vaccino né la quarantena, ma tutti i membri delle delegazioni dovranno dimostrare l’esito negativo di un tampone – fatto entro le 72 ore dalla partenza per il Giappone – e dovranno sottoporsi a un altro test al loro arrivo. Al momento, chi entra in Giappone dall’estero deve obbligatoriamente sottoporsi a una quarantena di 14 giorni, ma la previsione non dovrebbe riguardare gli atleti. L’arrivo nel Paese è fortemente raccomandato non prima di cinque giorni dall’evento cui dovranno partecipare, ed è inoltre consigliato di rimanere nel villaggio olimpico, di non visitare la città e i luoghi turistici e di non utilizzare i mezzi pubblici.

Chi dovesse risultare positivo sarà accompagnato in una struttura governativa per l’isolamento, e chi non rispetta le regole potrà essere cacciato dai giochi. Nel caso in cui dovesse essere permesso l’accesso agli spettatori (come abbiamo visto, solo giapponesi), sarà sicuramente obbligatorio l’utilizzo della mascherina, e al pubblico potrebbe essere chiesto solo di applaudire, non di cantare o incitare gli atleti.

I dubbi sullo svolgimento nel 2021

Con tutte le difficoltà a livello globale per contrastare la pandemia, nei mesi scorsi si era discusso a lungo sulla possibilità di non disputare nemmeno quest’anno i giochi inizialmente previsti per il 2020. Il 2 febbraio invece è arrivata la decisione (teoricamente) definitiva: “Le Olimpiadi si terranno a qualunque costo“, disse l’allora presidente di Tokyo 2020 Yoshiro Mori, poi dimessosi per aver pronunciato dei commenti sessisti: “Dobbiamo andare oltre i dibattiti sull’opportunità di tenerli o meno. La domanda è come li organizzeremo.”

Una decisione altamente impopolare, per quanto possa sembrare strano: a gennaio, infatti, circa l’80% dei giapponesi contattati per il sondaggio si era detto favorevole ad un ulteriore rinvio dei giochi, se non addirittura alla loro cancellazione. Un’ipotesi che invece il Cio non ha quasi mai voluto considerare: il Comitato olimpico internazionale, anzi, si è sempre detto al fianco del Giappone nell’elaborazione di un piano che permetta di disputare in sicurezza i giochi.

Perdite economiche pesanti

Soltanto le due guerre mondiali, prima del coronavirus, avevano portato alla cancellazione di tre edizioni delle Olimpiadi (1916, 1940 e 1944). Per quanto possa essere difficile creare una “bolla” per 11mila atleti e quasi altrettanti membri dello staff – e poi replicare, due settimane dopo, gli stessi procedimenti anche per le migliaia di persone impegnate nelle Paralimpiadi – l’impatto economico di un ulteriore rinvio, o peggio della cancellazione totale dell’evento, sarebbe devastante: si stima infatti che l’aver spostato i giochi al 2021 sia costato circa 6 miliardi di euro. Fondi che servono al Cio per finanziare gli sport minori e meno seguiti. Non a caso, infatti, tra i principali problemi dello slittamento delle Olimpiadi ci sarebbe stato quello del fallimento di decine di federazioni.

 

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