Zona bianca rafforzata: il piano per evitare la risalita dei contagi

A partire dall’1 giugno alcune regioni dovrebbero passare in zona bianca. Ma per evitare quanto accaduto a marzo in Sardegna si pensa a delle restrizioni

L’Italia si prepara all’estate. A partire dall’1 giugno diverse regioni passeranno in zona bianca, ma per evitare quanto accaduto in Sardegna a marzo, con il passaggio diretto da area bianca a rossa con l’impennata dei contagi, si pensa a delle restrizioni. Coprifuoco alle 24 (attualmente in zona bianca non c’è chiusura notturna) e di altre misure anti-assembramento per la movida, come l’obbligo di consumare solo seduti ai tavolini di bar e ristoranti all’aperto senza sostare in piedi davanti ai locali. Sono le ipotesi avanzate dalle Regioni per la zona bianca rafforzata, nel caso di un aumento dell’incidenza dei casi che superi i 50 ogni 100mila abitanti.

LE REGIONI

Martedì 1 giugno dovrebbero diventare bianche Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna. Lunedì 7 giugno tocca a Veneto, Abruzzo, Umbria e Liguria. Lunedì 14 giugno tocca a Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio. I presidenti di queste regioni vogliono farsi trovare pronti. L’idea è quella di introdurre nuovi meccanismi condivisi a livello nazionale affinché sia tutelata la continuità delle aperture nei territori che hanno la più bassa diffusione del virus. Se queste sono ipotesi, sembra invece certa l’intenzione – nel caso si finisca nuovamente in zona gialla – di rientrare in area bianca senza dover aspettare necessariamente tre settimane consecutive, qualora i dati lo consentano.

Entrare in zona bianca non certifica che la pandemia è alle spalle ma solo che si sta lavorando bene“, ha spiegato uno dei tecnici regionali che abitualmente partecipa alla redazione dei protocolli sanitari proposti dalla Stato-Regioni al governo. “Serve prudenza“. E allora ecco che il coprifuoco – nelle intenzioni del governo destinato a sparire nella fascia di rischio minore – potrebbe invece essere confermato. “Preferisco non entrare nel merito prima di vedere i miei colleghi. Ma è solo un’ipotesi e ce ne sono tante“, ha precisato il governatore friulano e presidente della Conferenza Stato-Regioni Massimiliano Fedriga.

Il decreto in vigore prevede che il coprifuoco in tutta Italia scatti a mezzanotte dal 7 giugno e venga eliminato dal 24 giugno. La proposta delle Regioni è che anche nella fascia bianca scatti il coprifuoco alle 24. Si valuta l’obbligo di stare seduti nei bar e ristoranti all’aperto. E quindi di vietare di sostare in piedi davanti ai locali pubblici. Inoltre, i vari presidenti della Regione chiedono vogliono evitare che la gente si raggruppi per strada, parchi o giardini.

LE PAROLE DI PREGLIASCO

Italia zona bianca entro fine giugno? “Non mi dispiace l’idea di un ‘bianco rafforzato‘”, perché grazie all’impatto “macroscopico e concreto” delle vaccinazioni sul carico di Covid-19 per il Servizio sanitario nazionale, i ricoveri e le terapie intensive, “possiamo aprirci, ma facciamolo con il massimo buon senso e la massima progressione possibile” dice il virologo dell’università Statale di Milano Fabrizio Pregliasco, intervenuto ad ‘Agorà’ su Rai3, rilanciando la necessità di “attenzione e gradualità” nell’allentamento delle restrizioni anti-contagio.

Con le aperture, con tutto quello che è giusto fare” e che comporta “più contatti e più movimento – ha ribadito l’esperto del Comitato tecnico scientifico della Lombardia – un certo rialzo nel numero di casi positivi ce lo aspettiamo. Non un’ondata, spero, ma un’onda di risalita. Però se si tratta di casi banali, in soggetti più giovani, non ci sarà quella paura che ci ha preso nel momento in cui Ssn ha avuto difficoltà oggettive” anche durante l’ultima ondata pandemica.

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