Via libera ai vaccini anti-COVID in farmacia. Ecco cosa prevede il protocollo

Speranza ha firmato il protocollo d’intesa per la somministrazione del vaccino anti-COVID in farmacia. Ecco tutte le regole fissate.

La campagna di vaccinazione in Italia è pronta a decollare. Dopo settimane di ritardi, caos nelle prenotazioni in alcune Regioni e lista delle priorità rispettata soltanto in parte, l’Italia si sta preparando per raggiungere l’ambizioso obiettivo di 500mila inoculazioni al giorno. Il piano d’attacco si sta articolando su più fronti, dalla maggiore uniformità della campagna vaccinale nelle varie Regioni all’incremento delle dosi in arrivo – soltanto 3 milioni sono attese nei prossimi giorni – ma anche aumentando velocemente il numero delle sedi in cui si potrà ricevere il vaccino anti-COVID anche in farmacia in tutto il territorio italiano.

La Regione Liguria ha fatto da apripista, ma già dalle prossime ore le altre Regioni potranno accodarsi grazie al protocollo d’intesa tra le Regioni e le farmacie firmato oggi dal Ministro della Salute Roberto Speranza.

Il testo fissa tutte le regole che le farmacie dovranno rispettare per poter aderire alla campagna di vaccinazione, obblighi che prevedono anche la partecipazione dei farmacisti ad un corso per la somministrazione dei vaccini organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità. L’attestato di partecipazione al corso permetterà anche ai farmacisti, e non soltanto al personale medico già abilitato, di poter somministrare il vaccino ai cittadini.

Vaccini in farmacia, ma non per gli estremamente fragili

Ogni farmacia d’Italia potrà chiedere di aderire al programma di somministrazione del vaccino anti-COVID, ma la sua partecipazione alla campagna vaccinale richiederà una serie di adeguamenti degli spazi a disposizione: l’area dedicata ai vaccini dovrà restare separata dal resto dei locali – i clienti della farmacia e i cittadini che devono ricevere il vaccino non potranno incontrarsi – e dovrà essere garantita anche un’area in cui chi ha appena ricevuto la dose di vaccino dovrà attendere il tempo necessario ad escludere reazioni avverse prima di poter lasciare la struttura, i canonici 15 minuti.

Proprio per ridurre al minimo i rischi di reazioni avverse e la loro eventuale gestione, le persone estremamente fragili non potranno ricevere la dose che spetta loro in farmacia. La somministrazione potrà avvenire per tutti i cittadini con la sola eccezione degli estremamente fragili, che dovranno recarsi presso le altre strutture sanitarie in Italia.

Le regole per i cittadini che vorranno vaccinarsi in farmacia

Come accade anche per tutti gli altri hub vaccinali, anche la somministrazione del vaccino in farmacia dovrà avvenire tramite prenotazione e i cittadini che si presenteranno all’appuntamento fissato in precedenza non dovranno aver avuto contatti con persone positive al COVID-19 nei 10 giorni precedenti alla somministrazione, non potranno avere una temperatura superiore ai 37,5 gradi e non dovrà avere sintomatologie dell’apparato respiratorio.

Fermo restando l’obbligo di indossare la mascherina ancora in vigore in tutto il territorio italiano, chi si recherà in farmacia per ricevere il vaccino non potrà coprirsi il volto con le mascherine di comunità, ma dovrà obbligatoriamente indossare una più sicura mascherina FFP2.

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