Vaccini: stop under 60. Accelerazione per i settantenni. L’ordinanza di Figliuolo

Stop per chi non ha ancora ricevuto la prima dose, praticamente una persona su tre nel personale scolastico e circa metà delle forze armate.

Nonostante quelli che possono essere interpretati come i segnali incoraggianti delle ultime ore, il cambio di passo che ci si aspettava dalla “gestione Draghi” nei vaccini non si è ancora visto.

Ancora tanti – troppi – morti, pressione sulle terapie intensive e sui reparti ospedalieri che non accenna a diminuire e, soprattutto, troppe poche iniezioni per le categorie a rischio.

Ed è proprio della messa in sicurezza dei più fragili e anziani che si occupa l’ordinanza firmata venerdì sera dal generale Francesco Paolo Figliuolo, che cerca ancora una volta di cambiare i piani delle regioni sulla somministrazione dei vaccini.

Il suo intento è chiaro: in linea con quanto espresso dallo stesso Draghi in conferenza stampa, il Commissario straordinario ha ordinato il rinvio degli appuntamenti fissati per tutti coloro che non hanno ricevuto la prima dose. Parliamo delle categorie “personale della scuola”, “forze dell’ordine e militari”, “protezione civile”, “vigili del fuoco”, “personale sanitario e non sanitario non in prima linea nella diagnosi, trattamento e cura del Covid e non in presenza nelle strutture pubbliche e private”.

Una scelta – successiva anche alle polemiche mosse dall’ordine degli psicologi dopo l’uscita quantomeno “infelice” del premier in conferenza stampa – che entra in conflitto con il “Decreto aprile” firmato dallo stesso Draghi, che obbliga invece alla vaccinazione immediata il mondo della sanità.

È bene precisare poi che lo stop riguarda solo chi non ha ancora ricevuto la prima dose, praticamente una persona su tre nel personale scolastico e circa metà delle forze armate.

L’obiettivo è quello di raggiungere entro la fine di aprile la vaccinazione dei più anziani e fragili, in modo che – proprio come sta accadendo in queste ore nel Regno Unito, dove si è raggiunto il 75% della popolazione vaccinata – si possa procedere con delle riaperture.

La soluzione, leggendo il piano, pare essere quella di sempre: mettendo al sicuro anziani e fragili sarà possibile ridurre le restrizioni, procedendo in contemporanea con la campagna vaccinale.

Da questo punto di vista, l’ultima settimana di vaccinazione ha visto una buona accelerazione ma ancora insufficiente per consentire le riaperture. Se l’immunizzazione degli ultra novantenni è ferma sotto al 70% anche a causa della difficoltà di raggiungerli al proprio domicilio, solamente due over 80 su tre sono stati vaccinati con entrambe le dosi.

Con il ritmo di ieri – meno di 300.000 vaccinazioni al giorno – l’intento sembra ancora lontano, ma l’obiettivo della prossima settimana è arrivare a vaccinare con una dose la quasi totalità degli ottantenni italiani grazie anche al milione di dosi Pfizer in arrivo, 300.000 di Moderna, 175.000 di AstraZeneca e le prime 184.000 di Johnson e Johnson.

Potenzialmente una grossa spinta, in grado di contribuire attivamente a far raggiungere al generale Figliuolo il suo obiettivo: i settantenni. 6 milioni di italiani ancora quasi del tutto scoperti. Quasi, in pratica meno del 20%.

Se il piano del commissario andasse in porto, settimana prossima dovremmo vedere questa cifra raddoppiata, e le riaperture a un passo dall’essere realtà.

 

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