Vaccini in vacanza. L’idea del governo

Il calendario vaccinale potrebbe minare il turismo interno e non si esclude la possibilità di vaccinarsi in vacanza. Ma come funzionerebbe?

Da giorni si discute sulla possibilità di somministrare la seconda dose di vaccino in località di vacanza. Il 22 maggio Alberto Cirio e Giovanni Toti, presidenti della regione Piemonte e della regione Liguria, hanno siglato un protocollo d’intesa per permettere le somministrazioni di vaccini anche in vacanza. Il governo starebbe ora valutando di estendere agli abitanti di tutte le regioni italiane la possibilità di vaccinarsi al di fuori della regione di residenza.

VACCINI IN VACANZA: COME FARE?

Il 18 maggio il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario all’emergenza COVID-19, aveva dichiarato che «è bene che chi va in vacanza regoli le proprie vacanze in funzione dell’appuntamento vaccinale», precisando di essere aperto a qualunque proposta provenisse dalle regioni con «pragmatismo» e senza «voli pindarici e invenzioni». L’idea di alcune regioni di provvedere autonomamente alla possibilità di somministrare il vaccino a persone che hanno residenza in una regione diversa si scontra infatti con l’accessibilità dei dati riguardanti le somministrazioni. Le piattaforme sanitarie regionali non sono infatti oggi in rete tra di loro. Per permettere che le vaccinazioni avvengano anche al di fuori della regione di residenza, sarebbe dunque necessario che ciascuna regione potesse conoscere i dati riguardanti la campagna vaccinale di tutte le altre regioni e che liste di prenotazione dei vaccini fossero condivise. Non esiste infatti a oggi un registro nazionale delle vaccinazioni.

Per superare il problema e permettere la somministrazione della seconda dose in vacanza, il governo starebbe studiando la possibilità di provvedere all’iscrizione all’anagrafe sanitaria di una regione diversa da quella di residenza. La procedura prevederebbe un cambio di domiciliazione: si tratterebbe di un cambio provvisorio, anche se non inferiore alle tre settimane, e da effettuare tramite una comunicazione all’ATS del luogo di destinazione (cioè quello in cui si andrà in vacanza). Le vaccinazioni al di fuori della regione di residenza sono al momento già permesse per motivi lavorativi, di assistenza familiare e per qualunque altro comprovato e giustificato motivo. Lo dispone l’ordinanza 3/2021 del commissario straordinario:

in sede di attuazione del Piano strategico nazionale dei vaccini per la prevenzione da SARS-CoV-2 richiamato in premessa, ciascuna Regione o Provincia Autonoma proceda alla vaccinazione non solo della popolazione ivi residente ma anche di quella domiciliata nel territorio regionale per motivi di lavoro, di assistenza familiare o per qualunque altro giustificato e comprovato motivo che imponga una presenza continuativa nella Regione o Provincia Autonoma.

IL PROBLEMA DELLE DOSI

Affinché una regione vaccini un numero di persone superiore a quello degli abitanti residenti in quella regione, sono necessarie dosi sufficienti. Qui si inserisce un punto fondamentale riguardante l’ipotesi della vaccinazione in vacanza. Il 20 aprile il commissario straordinario Figliuolo ha pubblicato una nota in cui venivano fissati i valori target di somministrazioni che ciascuna regione doveva raggiungere al fine di potere somministrare 500mila dosi al giorno su tutto il territorio nazionale. Nella stessa nota viene inoltre specificato un cambiamento nel rapporto tra capacità di somministrazione e disponibilità delle dosi, introducendo in riferimento alla distribuzione delle dosi per regione il principio “una testa, un vaccino”. In sostanza, dal 20 aprile 2021, le dosi del vaccino non vengono più distribuite alle regioni sulla base degli obiettivi del piano vaccinale, ma sulla base della popolazione residente. Somministrare dosi in vacanza significherebbe dunque rivedere il criterio a oggi esistente, individuando il numero di persone non residenti che si recherebbero in vacanza in quella regione e che avrebbero necessità di ottenere la seconda dose di vaccino. Una proposta in tale senso è intervenuta il 18 maggio dal sottosegretario al ministero della Salute Pierpaolo Sileri e l’abbiamo spiegata in questo articolo.

COME STA ANDANDO LA CAMPAGNA VACCINALE

Alle 17.13 di domenica 23 maggio 2021 sono state somministrate 30.654.487 dosi di vaccino. Le persone totalmente vaccinate, cioè coloro che hanno completato il ciclo vaccinale, sono 10.084.775, pari al 17,2% della popolazione.

Nel grafico sottostante sono indicate le prime dieci regioni per percentuale di somministrazione sul totale delle dosi consegnate.

Fonte: report vaccini Governo. Rielaborazione grafica per Blogo.it

 

I Video di Blogo