Vaccini, dal 3 giugno aperte le prenotazioni per tutti

Comincia la fase di massa della campagna vaccinale, che dall’inizio del prossimo mese dovrebbe fare quasi raddoppiare il numero di vaccinazioni giornaliere

Dal 3 giugno via alle prenotazioni vaccinali per tutti, senza limiti o fasce d’età a cui fare riferimento. Comincia finalmente la fase di massa della campagna vaccinale, quella che dall’inizio del prossimo mese dovrebbe fare quasi raddoppiare il numero di vaccinazioni giornaliere, anche grazie al supporto di medici di base, farmacie e vaccinazioni nelle aziende. Ora, fatta salva la disponibilità di dosi che a quanto pare finalmente c’è, e le iniezioni per le persone fragili sono finalmente a buon punto, è possibile procedere con “tutti gli altri“. Letteralmente, perché al momento l’unico limite imposto è che i vaccinati siano over 16, anche se a breve si attende l’approvazione di Aifa dei vaccini anche ai ragazzi dai 12 ai 15 anni. L’unica incognita al momento rimane la copertura delle persone nella fascia d’età 60-69: al momento rimangono fuori ancora 2,4 milioni di persone.

LE FORNITURE

Stando a quanto previsto dal piano vaccinale, nel mese di giugno è previsto l’arrivo di 20 milioni di dosi. Dosi che sarebbero potute essere anche di più se il vaccino tedesco Curevac fosse stato approvato dall’Ema nei tempi previsti (si tratta di 7 milioni di dosi): ma plausibilmente ciò non dovrebbe accadere prima di luglio. Al netto delle forniture, perciò, il Commissario pensa sia arrivato finalmente il momento di passare dalla fase di emergenza a quella in cui fare i vaccini è una cosa “normale”, che rientra quindi in un piano strutturale di immunizzazione.

I VACCINI NELLE AZIENDE

Per far sì che ciò avvenga, Figliuolo ha previsto quindi il passo successivo: le vaccinazioni nelle aziende e nei luoghi di lavoro. In questi giorni sono stati molti i tavoli tecnici in tutte l regioni per predisporre la cosa, coinvolgendo i sindacati e le associazioni di categoria che hanno aderito al protocollo del ministero del Lavoro firmato ad aprile.

Per riuscire in questa impresa saranno coinvolte le Asl territoriali, anche se non è ancora ben chiaro il modo in cui dovranno essere divise le forniture. In particolare c’è da definire fino in fondo un piano logistico, predisponendo la macchina a viaggiare sicura nelle reti aziendali. In particolare, è stato previsto anche il coinvolgimento dell’Inail. Tra le grandi aziende hanno aderito già Ferrovie dello Stato, Cassa Depositi, Poste, Enel, Eni, Stellantis, Tim. Alcune sarebbero destinate a convertirsi in asl a loro volta per vaccinare anche personale non dipendente.

 

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