Vaccinare prima gli anziani? No, c’è chi spinge per i giovani

Il presidente della Consulta di Bioetica propone di invertire l’ordine delle vaccinazioni: cominciare dai giovani e non dagli anziani

29 Dicembre 2020 18:40

Fin qui gli esperti hanno avuto tutti la stessa linea sulle fasce di popolazione da vaccinare con priorità: dopo i sanitari toccherà alle fasce più deboli, ovvero gli anziani e coloro i quali sono portatori di patologie che li mettono particolarmente a rischio. Siamo sicuri, però, che sia questa la via giusta? A mano a mano che le dosi consegnate aumentano, è inevitabile che si presentino altri interrogativi e tra questi c’è proprio quello relativo alle fasce cui dare la precedenza. Al momento, il piano prevede di somministrare le dosi che stanno arrivando proprio in queste giorni per primi agli anziani e poi abbassare l’età fino ad arrivare ai giovanissimi, entro la fine dell’anno 2021.

C’è però un’altra visione ed è rappresentata dal presidente della Consulta di Bioetica Onlus, Maurizio Mori. Perché non vaccinare prima i più contagiosi, ovvero i giovani, e con maggiori aspettative di vita? “Va bene offrire il vaccino anti-Covid agli operatori sanitari per primi, ma su altre categorie ho delle perplessità – dice Mori – Per esempio sugli anziani di 80-90 anni, perché bisogna anche pensare che i 50-60enni hanno una maggiore attesa di vita, e lo dico da anziano io stesso e senza nessuna intenzione di discriminazione. Mi sembra che si dovrebbe discutere meglio su chi ha diritto per primo ad essere vaccinato”.

Consulta Bioetica: “Vaccinare prima politici e studenti”

Il presidente della Consulta di Bioetica, inoltre, propone di selezionare con cura alcune categorie che dovrebbero essere vaccinate con priorità. E tra queste, a sorpresa, inserisce anche i politici: “È chiaro che tra coloro che saranno vaccinati dopo ci saranno dei morti per Covid – aggiunge – Dal mio punto di vista, anche se può sembrare una boutade, tra i primi a essere vaccinati ci dovrebbero essere i parlamentari, perché reggono la cosa pubblica, hanno maggiore responsabilità sociale e se un focolaio dovesse mettere il Parlamento nella condizione di funzionare a singhiozzo sarebbe danneggiata l’intera comunità”.

Per un ritorno a scuola in sicurezza, inoltre, non sarebbe male prevedere la vaccinazione anticipata degli studenti: “Anche i liceali dovrebbero essere tra i primi a venire vaccinati, perché hanno una lunga aspettativa di vita e non soltanto perché hanno il diritto di tornare a scuola”, le parole riportate da Repubblica.it.

Mori si è poi soffermato anche su uno dei temi che sta montando sui social e sta dividendo anche il dibattito politico: obbligo di vaccinazione per tutti, sì o no? “Renderei obbligatorio il vaccino anti-Covid solo quando sarà chiarito che la persona vaccinata non è più contagiosa per gli altri, ossia che il vaccino garantisca sia il vaccinato che chi ancora non ha avuto la dose. In questa fase bisogna essere duttili, insistere sull’obbligo finirebbe per provocare solo delle alzate di scudi – evidenzia – Questo è un momento in cui serve maggiore chiarezza, far capire alla gente che se il vaccino è sicuro, farlo è nell’interesse sia dell’individuo che della collettività”.

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