Usa, polizia uccide un afroamericano. Feroci proteste a Minneapolis

Il ventenne Daunte Wright è stato fermato per infrazione del codice stradale. Dopo aver cercato di scappare all’arresto un agente ha esploso un colpo

Un poliziotto di Minneapolis ha sparato e ucciso un ventenne afroamericano in un centro periferico della città, Brooklyn Center. Un nuovo episodio di violenza a undici mesi dalla morte di George Floyd e mentre è in corso il processo contro l’agente Derek Chauvin accusato del suo omicidio. Quando si è diffusa la notizia della morte di Daunte Wright sono esplose nuove proteste della comunità afroamericana locale nei confronti delle forze dell’ordine, con scontri in strada e l’intervento delle squadre in tenuta antisommossa.

LA RICOSTRUZIONE

Il dipartimento di polizia del Brooklyn Center ha detto che gli agenti avevano fermato un uomo per violazione del codice della strada domenica pomeriggio e hanno accertato che su di lui pendesse un mandato di cattura. Provvedimento spiccato poiché non si era presentato in tribunale, dove avrebbe dovuto rispondere di un paio di reati minori, tra cui il trasporto di una pistola senza autorizzazione. Sceso dall’auto, i poliziotti hanno tentato di ammanettare il ragazzo, quando ad un certo il giovane è riuscito a divincolarsi e salire nel veicolo. A quel punto, dopo attimi concitati, un agente ha sparato un colpo al giovane che è riuscito comunque a ripartire. La sua corsa, però, si è fermata dopo diversi isolati prima di schiantarsi contro un altro veicolo. Quando i soccorsi sono arrivati Dante Wright era già morto. Insieme a lui una donna che è rimasta ferita. La madre della vittima, Katie, ha detto che il figlio le ha telefonato durante il fermo per chiederle i dettagli dell’assicurazione e di aver sentito un fruscio prima che la comunicazione si interrompesse. Secondo quanto riferisce il dipartimento di Polizia, l’agente non avrebbe avuto l’intenzione di sparare, ma avrebbe scambiato per errore il taser con la pistola.

ESPLODE IL CAOS

La tensione in città è alle stelle. La morte del giovane afroamericano ha portato centinaia di manifestanti in strada, in serata, che hanno marciato fino alla sede del locale dipartimento di polizia dove ad aspettarli c’erano agenti in assetto anti sommossa che hanno anche usato lacrimogeni contro la folla. Vista la situazione di forte disordine, il sindaco di Brooklyn Park Mike Elliott ha imposto il coprifuoco in città. Il primo cittadino ha detto che l’agente, messo attualmente in congedo amministrativo, dovrebbe essere licenziato. “La mia posizione – ha detto Elliott – è che non possiamo permetterci di commettere errori che portano alla morte di altre persone nella nostra professione. Voglio dire che i nostri cuori stanno soffrendo in questo momento. E riconosciamo che questo non sarebbe potuto accadere in un momento peggiore“.