UE, Lagarde: “La seconda ondata colpirà duramente l’economia”

La Presidente della BCE Christine Lagarde sottolinea l’ovvio durante la seconda ondata della pandemia di COVID-19 e le conseguenze economiche in UE.

La seconda ondata della pandemia di COVID-19 ha colpito l’Europa in modo notevolmente più duro rispetto rispetto a quanto accaduto durante la prima ondata nei primi mesi del 2020 e le conseguenze sull’economia saranno ancora più gravi di quanto preventivato dopo la prima serie di lockdown e chiusure forzate in tutti i Paesi UE, Italia inclusa.

I primi fondi europei hanno già iniziato ad arrivare, ma quanto già messo in cantiere sulla base delle conseguenze della prima ondata potrebbe non essere sufficiente. Oggi la Presidente della BCE Christine Lagarde, intervenuta in colloquio con la Commissione Affari Economici e Monetari del Parlamento Europeo, ha sottolineato l’ovvio:

L’economia della zona euro sarà toccata severamente dalle conseguenze del rapido aumento dei contagi e dal ripristino delle misure di contenimento, ponendo rischi chiaramente al ribasso alle prospettive economiche a breve termine. […] La recrudescenza delle infezioni da COVID sta pesando in particolare sull’attività del settore dei servizi, particolarmente vulnerabile alle misure di distanziamento sociale volontarie e obbligatorie introdotte. L’indice dei responsabili degli acquisti per l’area dell’euro mostra che mentre la produzione manifatturiera ha continuato a migliorare, l’attività del settore dei servizi si è ulteriormente indebolita in ottobre. Questo impatto disomogeneo è evidente anche nei Paesi dell’area dell’euro, con i Paesi particolarmente dipendenti dal turismo e dai viaggi più colpiti.

Nello spiegare che “gli investimenti pubblici possono influenzare positivamente la crescita economica nelle circostanze attuali“, Lagarde insiste sul pacchetto di aiuti Next Generation EU che deve diventare operativo senza indugio e sul fatto che quei fondi dovranno essere utilizzati nel migliore dei modi, guardando al lungo periodo,

UE, i ritardi a causa di Ungheria e Polonia

L’attuale ritardo è causato da Polonia e Ungheria, che nei giorni scorsi hanno posto il veto e bloccato di fatto al Consiglio UE anche l’accordo raggiunto sul Bilancio Ue 2021-2027. Oggi, però, il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri che questo stallo verrà superato quanto prima.

Intervenuto questa mattina in Senato, Gualtieri ha definito “doppiamente impropria” la posizione di Ungheria e Polonia e fornito una stima di quanto sarà raggiunto l’accordo:

Il negoziato in trilogo è in corso e non sembra indicare questioni particolarmente insolubili. C’è una prospettiva concreta di arrivare a una sintesi e dunque all’adozione del regolamento sul Rrf (Recovery and Resilience Facility) in prima lettura durante la plenaria del 14-17 dicembre. Tutta l’Europa ha bisogno che il Net generation Eu parta, sono fiducioso che questa situazione verrà superata.

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