Tra i principali paesi Ue l’Italia ultima per aiuti a cittadini e imprese

Secondo lo studio effettuato dalla Cgia di Mestre nel 2020, tra bonus economici, ristori e contributi a fondo perduto solo la Spagna ha fatto peggio

Nel 2020 ogni cittadino ha avuto ipoteticamente ricevuto 1.979 euro dallo Stato per fronteggiare gli effetti negativi provocati dalla pandemia, contro una media dei paesi dell’Area Euro che si stima in 2.518 euro pro capite. Questo è quanto rivela uno studio effettuato dalla Cgia di Mestre. Nonostante l’Italia abbia registrato il più alto numero di vittime a causa del Covid e, contestualmente, e subìto il crollo del Pil tra i più rovinosi di tutta l’Unione Europea, insieme alla Spagna, è il Paese che ha aiutato di meno cittadini e imprese. Tra bonus economici, cassa integrazione, assunzioni/investimenti nella sanità, sospensione e taglio delle tasse, ristori, sussidi, contributi a fondo perduto, etc. l’Italia avrebbe erogato – 539 euro rispetto ai paesi dell’Area Euro.

I DATI

Nel caso Italia, i dati del 2020 sono ancora provvisori e sono stati estrapolati dal comunicato stampa presentato dall’Istat all’inizio della settimana scorsa. Per gli altri Paesi dell’Area Euro, invece, i dati sono previsionali (elaborati nel novembre 2020 dalla Commissione Europea. Lo scostamento del deficit pubblico italiano (dato dalla differenza tra quello riferito al 2020 e la media 2015-2019) è stato, in valore assoluto, pari a 118 miliardi di euro. Tra i paesi dell’Area Euro solo la Germania (244,3 miliardi) e la Francia (165,3 miliardi di euro) hanno erogato finanziamenti maggiori rispetto all’Italia. La Spagna, che in termini pro capite presenta lo stesso nostro importo, in termini assoluti risulta aver “stanziato” una cifra nettamente inferiore: precisamente 93,6 miliardi.

Nel dettaglio l’Austria, ad esempio, ha erogato 3.881 euro per ogni abitante (+1.902 euro rispetto all’Italia), il Belgio 3.688 euro (+1.709 euro), i Paesi Bassi 3.443 euro (+1.464 euro), la Germania 2.938 (+ 959 euro) e la Francia 2.455 euro (+476 euro). Solo la Spagna, con 1.977 euro pro capite, ha stanziato leggermente meno di noi (-2 euro). Lo Studio non comprende i 32 miliardi di euro di scostamento di bilancio che sono stati approvati dal Parlamento italiano nello scorso mese di gennaio e che, nei prossimi giorni, dovrebbero consentire l’approvazione del “decreto Sostegno”.

L’ALLARME DI ARTIGIANI E COMMERCIANTI

Con le restrizione del prossime settimane, commercianti e piccoli artigiani rischiano di collassare. Oltre a bar e ristoranti, tantissime attività commerciali (abbigliamento, calzature, articoli sportivi, etc.) e dei servizi alla persona (barbieri, parrucchieri e centri estetici) rimarranno chiusi. Secondo la Cgia gli esercenti contestano il grave ritardo degli indennizzi economici fino ad ora erogati oltre che insufficienti. A questo si aggiunge che per le restrizioni di novembre e dicembre , a distanza di quasi 2 mesi e mezzo i risarcimenti devono ancora essere definiti e, conseguentemente, stanziati. Ritardi su ritardi che stanno costringendo numerose attività ad abbassare la saracinesca definitivamente.

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