Torino: è corsa agli acquisti, ma Cirio insorge. Cosa si aspettava?

La riapertura dei negozi dopo diverse settimane di chiusura ha riversato in strada tante persone a Torino, insorge il governatore del Piemonte

30 Novembre 2020 12:32

Riaprono i negozi e a Torino è subito ressa. Dopo che il Piemonte è stato “promosso” da zona rossa a zona arancione, nella giornata di ieri hanno rialzato le saracinesche le vie dello shopping, ma il governatore del Piemonte non ha preso benissimo le immagini provenienti dal suo capoluogo. “Quello che ho visto ieri in alcune vie a Torino è qualcosa che mi riporta con la mente in estate e non possiamo permettercelo”, ha dichiarato Alberto Cirio intervenendo telefonicamente ai microfoni di Radio Veronica One. “Questa mattina – ha aggiunto il presidente della Regione Piemonte – parteciperò al Comitato per l’Ordine pubblico e chiederò al prefetto interventi rigorosissimi. So che le forze dell’ordine hanno fatto tanto ma evidentemente non basta. I piemontesi si stanno comportando in modo serio, ma laddove ci sono situazioni che scappano di mano bisogna intervenire subito in maniera netta”.

Ressa a Torino, Miozzo: “Acquisti a numero chiuso”

Fa specie che il governatore del Piemonte si sorprenda, del resto siamo sotto Natale e i negozi erano chiusi da diverse settimane. Cosa ci si sarebbe dovuti attendere dalla riapertura se non la corsa agli acquisti? Se poi ci siano state delle violazioni relative alle norme sul distanziamento sociale e alle altre disposizioni, questo aspetto è relegato ai controlli delle forze dell’ordine. Semmai si sarebbe dovuta stabilire prima un’eventuale strategia per le riaperture, come del resto lascia intendere Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico: “Mi chiedo: perché se in via del Corso a Roma o nelle strade dello shopping di altre città ci sono troppe persone, non si interviene e non si impone il numero chiuso? Mi pare difficile spiegare che è necessario limitare gli spostamenti tra Regioni se si accetta che, per gli acquisti di Natale, ci siano assembramenti per strada o nei centri commerciali”, le parole riportate da Il Messaggero.

Insomma, shopping sì ma con limitazioni, altrimenti è evidente che la terza ondata potrebbe essere addirittura peggiore della seconda, che a sua volta è stata definita più forte della prima. “O si trovano dei meccanismi regolatori, oppure al Cts possiamo dire ciò che vogliamo, ma possiamo fare poco”, insiste Miozzo, che aggiunge come le regole attuali, come quella del numero chiuso per le piazze o le strade troppo affollate, “sono sufficienti ma non vengono applicate”. Lo stesso governatore Cirio era stato sin da subito entusiasta per la riapertura dei negozi, ma cosa si aspettava? Pensava forse che una popolazione di circa 900.000 abitanti sarebbero usciti di casa per fare acquisti uno per volta?

🟠 Da domenica 29 il Piemonte sarà in zona arancione. Me lo ha appena confermato il ministro della salute Speranza. Una…

Posted by Alberto Cirio on Friday, November 27, 2020

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