Roma, tensioni e cariche della polizia al sit-in “IoApro”

I manifestanti del settore delle palestre e della ristorazione hanno protestato contro le chiusure forzate delle attività. Una persona è rimasta ferita

Momenti di tensioni, con scontri e bombe carta nel centro di Roma, alla manifestazione di piazza San Silvestro del movimento “IoApro”. Circa 800 manifestanti del settore delle palestre e della ristorazione hanno protestato contro le chiusure forzate delle attività. Il centro della Capitale è rimasto praticamente blindato nel pomeriggio, con la polizia in assetto antisommossa, mentre un gruppo – tra cui anche esponenti di CasaPound – si è staccato dal sit-in cercando di raggiungere il Parlamento in via del Corso e lanciando petardi e oggetti contro le forze dell’ordine.

LA PROTESTA E GLI SCONTRI

Gli organizzatori avevano promesso una protesta pacifica per chiedere la riapertura dei ristoranti, ma come già successo la scorsa settimana alla fine il sit-in ha vissuto anche momenti di violenza. Un gruppo nutrito di partecipanti al sit-in arriva a piazza San Lorenzo in Lucina, dove ha trovato lo sbarramento di un cordone della polizia. Urla: “Libertà! Siamo pronti alla guerra”. Circa 60 persone sono riusciti invece a raggiungere l’angolo con via di Montecitorio. Un gruppo di manifestanti del sit-in ha perciò lasciato piazza San Silvestro e poi si è spostato vicino al Parlamento. I manifestanti sono rimasti a lungo in via dei Prefetti, a pochi metri dalla Camera, fermi di fronte a un cordone delle forze dell’ordine. Intorno alle 16.30 un altro gruppo di manifestanti si è staccato dal sit-in non autorizzato e, passando per le vie laterali, ha provato a dirigersi verso piazza del Popolo. A quel punto sono iniziati i nuovi disordini. Anche una persona è rimasta ferita.

L’URLO DEI RISTORATORI

Ristoratori, titolari di palestre e anche qualche infiltrato. Radunati a piazza San Silvestro hanno intonato cori, urlando “Libertà, libertà” e slogan contro il governo. Mostrando le manette, simbolo degli “arresti domiciliari ai quali siamo costretti da un anno”, i manifestanti rivolti al ministro dell’Interno hanno detto: ‘Noi non siamo criminali ma pacifici. Siamo qui solo per dire che vogliamo lavorare, è un nostro diritto”. “Non siamo partite Iva, siamo persone, siamo famiglie – dice un manifestante arrivato da Napoli – non siamo delinquenti, siamo persone che lavoravano 14 ore al giorno”. Mentre un altro aggiunge: “Ci negano anche il diritto di manifestare. E’ stata un’impresa arrivare qui”. Prima dell’inizio della manifestazione, più di 50 persone dirette a piazza San Silvestro sono state fermate e identificate. Durante il percorso sono stati rovesciati monopattini e cassonetti. Tutte le strade di accesso a Montecitorio sono state chiuse, con blindati e idranti schierati per contenere la manifestazione.

M5S: “No a violenza. Esecutivo faccia in fretta con ristori”

In una nota congiunta i capogruppo del MoVimento 5 Stelle al Senato e alla Camera, Ettore Licheri e Davide Crippa, hanno condannato gli episodi di violenza nei confronti delle forze dell’ordine e lanciato un messaggio al Governo.

Comprendiamo le difficoltà che vivono tanti cittadini a causa delle necessarie restrizioni dovute alla pandemia, ma questo non giustifica che la protesta e il legittimo diritto di critica si tramuti in violenza, che è sempre da condannare. Esprimiamo la nostra solidarietà agli esponenti delle forze dell’ordine che sono stati oggetto di tali intemperanze e aggressioni da parte di alcuni manifestanti. Abbiamo già sollecitato un nuovo scostamento di bilancio – spiegano Licheri e Davide Crippa –  e criticato l’apertura di una crisi in piena pandemia, che ha contribuito a far slittare l’arrivo dei nuovi ristori alle categorie più colpite previsti dal Governo Conte. Chiediamo all’esecutivo di fare in fretta e di dare un’ulteriore accelerazione all’arrivo di questi aiuti perché ristoratori, negozianti e diversi altri comparti stanno soffrendo e non ce la fanno più ad andare avanti.

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